Il gasolio manterrà fino al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi al litro sulle accise. La nuova proroga decisa dal governo italiano punta a contenere il costo dei rifornimenti durante il controesodo, mentre i prezzi alla pompa restano sopra i 2 euro al litro.
La misura riguarda soltanto il diesel e non la benzina. Nelle ultime rilevazioni del Mimit, il prezzo medio self service fuori dalle autostrade era di 2,137 euro al litro per il gasolio e di 2,017 euro per la benzina. Il costo diretto della proroga sul diesel è pari a 105,6 milioni di euro. A questo si aggiungono 22,1 milioni destinati all’estensione dei crediti d’imposta per l’autotrasporto, portando le nuove coperture complessive a circa 130 milioni.
Come si finanzia lo sconto sul diesel
Per reperire le risorse viene introdotto un meccanismo di anticipazione fiscale rivolto alle grandi società energetiche che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori a 20 miliardi di euro. Il sistema prevede un anticipo del 39% sugli utili distribuiti già deliberati e un’anticipazione della ritenuta sui dividendi. Le somme versate non rappresentano però un aumento definitivo dell’imposizione: generano infatti un credito d’imposta utilizzabile successivamente per ridurre ritenute e imposte sostitutive.
Il meccanismo interessa un perimetro ampio di operatori attivi nella produzione, raffinazione, distribuzione e vendita di petrolio, gas ed energia elettrica. I versamenti delle anticipazioni dovranno essere effettuati entro il 30 novembre.
Fino a 1,8 miliardi in più in due mesi
La proroga arriva dopo una forte crescita della spesa sostenuta dagli automobilisti durante l’estate. Secondo le stime dell’Ufficio economico di Confesercenti, tra luglio e agosto gli italiani avrebbero pagato fino a 1,8 miliardi di euro in più per benzina e gasolio rispetto agli stessi mesi del 2025, con un incremento del 21%.
Il rincaro è stato particolarmente marcato sul diesel. Rispetto ai livelli precedenti alla fase di aumento dei prezzi, il gasolio ha registrato incrementi regionali compresi indicativamente tra 40 e 45 centesimi al litro, mentre per la benzina l’aumento è stato nell’ordine di 34-37 centesimi. Dopo il 5 settembre l’intervento generalizzato dovrebbe lasciare spazio a sostegni più selettivi, legati al reddito e alle categorie maggiormente esposte al costo dei carburanti. Modalità e risorse del nuovo schema restano però ancora da definire.
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