La battaglia per il controllo di Delfin si sposta nelle aule giudiziarie e riaccende le tensioni nella famiglia Del Vecchio. Rocco Basilico, socio al 12,5% della holding lussemburghese, ha impugnato davanti ai giudici del Lussemburgo le delibere approvate nell’assemblea del 27 aprile, contestando il riassetto che rafforza la posizione di Leonardo Maria Del Vecchio.
Al centro dello scontro ci sono il trasferimento delle quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio e la nuova politica sui dividendi. L’operazione consentirebbe a Leonardo Maria di salire dal 12,5% al 37,5% di Delfin, diventando il principale azionista della cassaforte che controlla partecipazioni strategiche, tra cui EssilorLuxottica, Generali, Mps, Unicredit e Covivio.
Secondo quanto riportato sabato 9 maggio dal quotidiano Il Sole 24 Ore, sarebbe inoltre vicino un accordo tra Leonardo Maria e la madre Nicoletta Zampillo per il trasferimento della nuda proprietà di un ulteriore 12,5% di Delfin. Un passaggio che potrebbe portare il quartogenito del fondatore a sfiorare virtualmente il 50% della holding.
Il nodo delle maggioranze
La contestazione di Basilico riguarda soprattutto le regole utilizzate per approvare le delibere assembleari. Secondo i legali del manager, il trasferimento delle quote e la nuova distribuzione dei dividendi avrebbero richiesto una maggioranza qualificata superiore all’88%, prevista dallo statuto della società per alcune operazioni straordinarie.
Le decisioni sono invece passate con il voto favorevole della maggioranza dei soci. Sul trasferimento delle quote hanno votato contro Basilico e Claudio Del Vecchio, mentre sulla politica dei dividendi il solo voto contrario è stato quello di Basilico.
La nuova linea prevede la distribuzione dell’80% degli utili netti per i prossimi tre anni. Una misura considerata decisiva per sostenere il finanziamento da 10 miliardi di euro necessario all’acquisto delle quote di Luca e Paola da parte della società Lmdv Fin, controllata da Leonardo Maria Del Vecchio.
La risposta della holding
Delfin ha respinto le accuse definendo il ricorso «infondato» e sostenendo che le delibere siano state approvate «nel pieno rispetto della normativa applicabile, dello statuto sociale e delle maggioranze richieste».
Parallelamente resta aperto il contenzioso sulla posizione di Rocco Basilico all’interno della holding. La disputa nasce dall’interpretazione del testamento di Leonardo Del Vecchio. Secondo la ricostruzione sostenuta dall’area vicina a Leonardo Maria, Basilico avrebbe ricevuto soltanto la nuda proprietà del suo pacchetto del 12,5%, mentre i diritti di voto sarebbero dovuti rimanere a Nicoletta Zampillo.
Negli ultimi mesi il confronto tra i due fratelli si è intensificato anche sul piano giudiziario, con iniziative avviate sia in Italia sia in Lussemburgo. Secondo diverse ricostruzioni, i legali vicini a Leonardo Maria starebbero valutando un’azione per sterilizzare i diritti di voto legati alla quota detenuta da Basilico.
Il riassetto della successione Del Vecchio
Lo scontro arriva in una fase cruciale per la successione dell’impero costruito dal fondatore di Luxottica. Il riassetto di Delfin punta infatti a ridisegnare gli equilibri della holding di famiglia a quasi quattro anni dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio.
Il progetto sostenuto da Leonardo Maria e dal management guidato da Francesco Milleri e Romolo Bardin mira a chiudere il lungo capitolo delle tensioni ereditarie e a consolidare la governance della cassaforte finanziaria. Il ricorso di Basilico, però, apre un nuovo fronte che rischia di allungare ulteriormente la stagione dei contenziosi tra gli eredi.
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Leonardo Maria Del Vecchio© Getty Images




