Deficit al 3,1% del Pil, niente uscita anticipata dalla procedura Ue

Il disavanzo migliora rispetto al 2024, mentre il debito pubblico viene rivisto al 136,7% del Pil

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L’Istat conferma il dato sul deficit/Pil in Italia del 2025. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 3,1% del Prodotto interno lordo, in miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024. La percentuale, tuttavia, resta sopra la soglia europea del 3%, impedendo all’Italia di uscire anticipatamente dalla procedura per disavanzo eccessivo avviata dall’Unione europea nel 2024.

Il dato appena diffuso conferma sostanzialmente le precedenti stime. In termini assoluti, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 69,381 miliardi di euro, circa 4,4 miliardi in meno rispetto ai 73,779 miliardi del 2024. Il miglioramento è accompagnato da un saldo primario positivo, cioè il risultato dei conti pubblici al netto della spesa per interessi, che nel 2025 si è attestato allo 0,8% del Pil secondo la notifica di finanza pubblica.

Debito pubblico al 136,7% del Pil

L’Istat ha inoltre rivisto il rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia. Il dato definitivo per il 2025 scende al 136,7%, rispetto al 137,1% precedentemente indicato. Il livello rimane comunque superiore al 134,2% del 2024. La revisione non modifica quindi il quadro generale dei conti pubblici italiani, caratterizzato da un elevato stock di debito.

Sul fronte della crescita, nel 2025 il Pil italiano è aumentato dello 0,5% in volume, mentre a prezzi correnti ha raggiunto 2.258 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 3,5%, mentre i consumi finali nazionali hanno registrato un incremento dello 0,9%.

Italia ancora nella procedura Ue

Il mancato rientro sotto la soglia del 3% significa che l’Italia non può ottenere già nel 2026 l’uscita anticipata dalla procedura europea. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso rammarico per il risultato, indicando nel 2027 il possibile anno per il superamento della procedura. La certificazione europea definitiva sui dati è attesa con la prossima notifica di Eurostat.

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