Decreto energia e bonus bollette: il Governo accelera per ridurre i costi di luce e gas

Bollette, 272 euro in più a famiglia per luce e gas nel 2025© Shutterstock

Il Governo Meloni sta per presentare un nuovo decreto energia con l’obiettivo di alleggerire il costo delle bollette elettriche e del gas per famiglie e imprese, in un contesto di prezzi ancora elevati e pressioni economiche sulle fasce più fragili. La misura, in arrivo oggi al Consiglio dei ministri, è frutto di settimane di negoziazioni tecniche all’interno della maggioranza e con le regioni.

Il cuore del provvedimento riguarda sia interventi diretti sulle bollette domestiche, che strumenti di sostegno per le piccole e medie imprese. Secondo la bozza del testo, è prevista un’azione su più fronti per ridurre i costi energetici attraverso sconti mirati, interventi sul sistema di formazione dei prezzi e rimodulazioni degli oneri di sistema che pesano sulla spesa finale di famiglie e aziende.

Tutto quello che prevede il decreto energia

Una delle misure principali del decreto energia è un contributo straordinario per i nuclei familiari a basso reddito. Per chi già fruisce del bonus sociale, è previsto un aiuto una tantum stimato tra 90 e 100 euro, destinato a ridurre significativamente la bolletta elettrica del 2026.

Accanto a questo, la bozza prevede un contributo volontario da parte dei fornitori di energia per i clienti domestici con Isee fino a 25.000 euro, che potrebbe tradursi in risparmi annuali di circa 50-60 euro sulla bolletta elettrica per una famiglia tipo, stando ai calcoli di Facile.it.

Il fronte industriale non è trascurato. Il decreto contiene anche misure per alleggerire la componente degli oneri di sistema per le imprese, con la possibilità di ridurre alcuni costi che attualmente possono incidere fino al 18% della spesa energetica aziendale.

Il dibattito politico rimane acceso

Sul versante politico il dibattito è vivo. Il vicepremier Matteo Salvini ha sollevato la questione del contributo delle banche per finanziare gli interventi, dato l’elevato livello di profitti registrato dalle principali istituzioni finanziarie italiane nel 2025, sottolineando la necessità di un “sacrificio condiviso”.

Resta però un nodo importante: l’accordo con l’Unione Europea. Alcune delle proposte, in particolare l’idea di intervenire direttamente sugli incentivi ambientali e sul mercato dell’Ets, potrebbero essere messe in discussione da Bruxelles, con il rischio di rallentamenti o richieste di modifica per evitare distorsioni di mercato.

Se approvato nella versione attuale, il decreto energia potrebbe rappresentare un passo significativo per alleviare la pressione sui bilanci delle famiglie italiane e sostenere le imprese nell’attuale fase di caro energia, pur lasciando aperti importanti questioni di sostenibilità finanziaria e coordinamento con le regole comunitarie.

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