Debito pubblico italiano: scende a 3.155 miliardi, ma resta ai massimi storici

Bankitalia, guerra e caro energia frenano le imprese: cresce il pessimismo sull’economia© Shutterstock

Dopo mesi di crescita quasi ininterrotta, il debito pubblico registra una lieve flessione. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Banca d’Italia, ad aprile 2026 lo stock del debito delle Pubbliche amministrazioni è diminuito di 2,9 miliardi di euro rispetto al mese precedente, attestandosi a quota 3.155,3 miliardi. Si tratta di un segnale positivo, anche se il livello complessivo rimane tra i più elevati mai registrati nella storia del Paese.

La riduzione è stata favorita principalmente dal calo delle disponibilità liquide del Tesoro, scese di oltre 21 miliardi di euro. Questo effetto ha compensato il fabbisogno delle Pa e altri fattori tecnici legati alla gestione del debito, come la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio.

I fattori che hanno inciso sul calo del debito pubblico

L’andamento del debito pubblico di aprile arriva dopo il forte aumento registrato nei primi mesi dell’anno. A febbraio il dato aveva sfiorato i 3.140 miliardi di euro, mentre a marzo aveva continuato la sua corsa al rialzo. Il rallentamento osservato ad aprile rappresenta quindi una pausa in un trend che resta comunque improntato alla crescita.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la composizione dei detentori del debito pubblico. Prosegue infatti la riduzione della quota detenuta da Bankitalia, scesa al 17,3%, mentre cresce il peso degli investitori privati e internazionali. Questo cambiamento riflette il progressivo ritiro delle politiche straordinarie di acquisto titoli attuate dalla Banca Centrale Europea negli anni successivi alla pandemia.

Nonostante il leggero miglioramento congiunturale, le prospettive di medio periodo restano impegnative. Le più recenti stime indicano che nel 2026 il rapporto debito/Pil potrebbe attestarsi intorno al 138% del Prodotto interno lordo, uno dei valori più elevati dell’Eurozona. La sostenibilità del debito dipenderà quindi dalla capacità dell’economia di crescere a ritmi superiori rispetto al costo del finanziamento dello Stato.

Per il Governo Meloni la sfida sarà duplice: mantenere sotto controllo i conti pubblici senza frenare investimenti e crescita. Il calo registrato ad aprile rappresenta un segnale incoraggiante, ma non modifica ancora il quadro strutturale di un debito che continua a rappresentare una delle principali vulnerabilità dell’economia italiana.

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