Debito globale da record: superati i 365 mila miliardi

Nel primo semestre sono stati aggiunti oltre 10 mila miliardi di dollari. Governi e imprese guidano l’aumento, mentre cresce il peso degli interessi

Debito globale da record: superati i 365 mila miliardi

Il debito globale ha superato i 365 mila miliardi di dollari nel primo semestre del 2026, dopo un aumento di oltre 10 mila miliardi dall’inizio dell’anno. Il nuovo massimo emerge dal Global Debt Monitor dell’Institute of International Finance, che segnala una crescita ancora sostenuta nonostante tassi elevati, maggiori costi di servizio del debito e tensioni geopolitiche.

Come accennato, a fine giugno l’indebitamento complessivo di famiglie, imprese, governi e settore finanziario ha raggiunto 365,5 mila miliardi di dollari, contro 347,4 mila miliardi un anno prima. Il rapporto con il Pil mondiale resta intorno al 310%, circa 25 punti percentuali sotto il picco dell’inizio del 2021, ma l’Iif avverte che la relativa stabilità è in larga parte sostenuta dall’inflazione, che ha aumentato il Pil nominale senza determinare un vero processo di riduzione del debito.

La crescita si concentra soprattutto nei bilanci pubblici e nelle imprese non finanziarie. Il debito dei governi è salito a 110,5 mila miliardi di dollari, dai 102,9 mila miliardi del secondo trimestre 2025, mentre quello delle aziende ha raggiunto 105,1 mila miliardi, contro 99,1 mila miliardi. Più contenuto l’aumento per famiglie e istituzioni finanziarie.

I Paesi emergenti guidano l’aumento

Nel primo semestre sono stati soprattutto i mercati emergenti a spingere il dato complessivo. Il loro debito è aumentato di 6,5 mila miliardi di dollari, superando 110 mila miliardi, con la Cina in prima fila. Le economie mature restano comunque responsabili della quota maggiore dello stock, pari a circa 255 mila miliardi.

Il peso crescente del debito incontra ora un costo del denaro sensibilmente più elevato. Secondo l’Iif, nelle economie del G7 i costi medi di finanziamento pubblico sono ai massimi dalla metà del 2008. Nell’ultimo anno i Paesi avanzati hanno pagato oltre 3,3 mila miliardi di dollari di interessi sui titoli governativi scambiati a livello internazionale: una cifra superiore alla spesa mondiale stimata singolarmente per AI, difesa o energia pulita.

La ricerca individua inoltre una pressione strutturale destinata a mantenere elevata la domanda di capitale. Sanità, sicurezza energetica, AI e tecnologie dell’informazione e difesa – il cosiddetto superciclo Head – dovrebbero assorbire circa 25 mila miliardi di dollari nel 2026, quasi un quinto della produzione mondiale. Una parte crescente di questi investimenti dovrebbe essere finanziata sul mercato.

Anche le scadenze aumentano il rischio di rifinanziamento. Nel 2026 i mercati maturi devono fronteggiare oltre 12 mila miliardi di dollari di rimborsi su bond e prestiti, mentre per i mercati emergenti il totale supera 3,5 mila miliardi. L’aumento del ricorso alle emissioni a breve può ridurre temporaneamente il costo della raccolta, ma rende i debitori più esposti alle condizioni future dei mercati.

Per l’Italia, le tabelle dell’Iif indicano nel secondo trimestre un debito pubblico pari al 140,7% del Pil, leggermente inferiore al 141,1% di un anno prima. Il debito delle famiglie vale il 36,1% del Pil, quello delle imprese non finanziarie il 58,6% e quello del settore finanziario il 43,2%.

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