Debito comune Ue, la Spagna riapre il dossier Eurobond

Italia, Francia e Portogallo mostrano apertura, mentre Paesi Bassi e Finlandia restano contrari alla condivisione dei rischi

Debito comune Ue, la Spagna riapre il dossier Eurobond© Shutterstock

Il tema degli Eurobond torna al centro del confronto europeo. Nel corso della riunione dell’Eurogruppo, la Spagna ha presentato una proposta per rafforzare il ricorso a titoli di debito comuni dell’Unione europea, con l’obiettivo di creare un vero e proprio “safe asset” europeo, capace di sostenere gli investimenti, rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e favorire una maggiore integrazione dei mercati finanziari.

Secondo il piano illustrato dal ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo, l’Unione potrebbe emettere fino a 850 miliardi di euro di bond comuni all’anno. Madrid sostiene che un sistema di emissione condivisa consentirebbe di ridurre i costi di finanziamento per gli Stati membri, generando un risparmio complessivo stimato in circa 25 miliardi di euro e liberando risorse da destinare a investimenti strategici, dalla transizione energetica alla competitività industriale.

Le posizioni dei vari Paesi

Tra i Paesi che guardano con interesse all’iniziativa legata agli Eurobond figura l’Italia. Fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno definito la proposta “positiva”, pur riconoscendo che un’intesa su un tema così delicato richiederà un confronto complesso all’interno dell’Unione. Anche Francia e Portogallo hanno espresso un’apertura prudente verso il progetto.

La proposta, tuttavia, continua a dividere gli Stati membri. I cosiddetti Paesi frugali, tra cui Paesi Bassi e Finlandia, hanno ribadito la loro contrarietà all’idea di un nuovo debito comune europeo. Per i governi più rigoristi, gli eurobond rischierebbero infatti di aumentare la condivisione dei rischi finanziari senza adeguate garanzie sul controllo della spesa pubblica nazionale.

Perché si punta agli Eurobond

Il dibattito si inserisce in un contesto economico caratterizzato dalla necessità di finanziare investimenti sempre più consistenti in difesa, transizione energetica, innovazione tecnologica e competitività industriale. Proprio per questo il tema degli strumenti finanziari comuni è tornato d’attualità dopo l’esperienza del programma NextGenerationEU, finanziato attraverso emissioni di debito europeo durante la pandemia.

Pur senza prendere una posizione definitiva, anche la Commissione europea ha lasciato aperta la porta a un confronto sui cosiddetti safe asset europei. Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha confermato la disponibilità a proseguire il dibattito nell’ambito del futuro bilancio pluriennale dell’Unione, dove resta prevista, se necessario, la possibilità di ricorrere a emissioni comuni.

Per il momento non è stata assunta alcuna decisione operativa, ma il ritorno degli eurobond nell’agenda dell’Eurogruppo conferma che il tema del debito comune europeo è destinato a rimanere uno dei dossier economici più rilevanti per il futuro dell’Unione.

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