Dazn archivia il 2024 con una perdita operativa di 877,5 milioni di dollari a livello globale, in miglioramento rispetto agli oltre 1,4 miliardi di rosso dell’anno precedente, ma ancora ben lontana dall’obiettivo del pareggio di bilancio. Nonostante un aumento dei ricavi a 3,18 miliardi di dollari (+11% su base annua), la piattaforma britannica di streaming sportivo continua a navigare in acque turbolente.
A pesare sui conti resta il nodo strutturale del business: l’acquisizione dei diritti sportivi, che nel 2024 ha generato impegni futuri per 9,8 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 9,4 dell’anno precedente. Anche se Dazn considera questi costi parte del suo motore di ricavi, il peso sui conti resta significativo. Negli ultimi dieci anni, le perdite cumulative superano i 10 miliardi di dollari, coperte in gran parte dal magnate Len Blavatnik, principale finanziatore del gruppo.
Taglio costi e nuove entrate non bastano
La riduzione del rosso è stata favorita da una razionalizzazione dei costi, in particolare media rights e spese straordinarie, e dalla crescita del fatturato, trainato dal nuovo modello di pricing, dalla pubblicità e da iniziative come Dazn Bet e Nfl Game Pass. Tuttavia, anche con questa dinamica più favorevole, la piattaforma continua a bruciare risorse su larga scala.
L’obiettivo dichiarato dal Ceo Shay Segev – che puntava a raggiungere i primi profitti a fine 2024 – è raddoppiare il fatturato a 6 miliardi di dollari entro il 2025, un traguardo che appare ambizioso, vista la struttura di costi e la concorrenza con piattaforme generaliste come Amazon e Netflix, che offrono contenuti diversificati a prezzi simili.
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Pugno duro contro la pirateria in Italia
In questo contesto, l’Italia diventa un fronte strategico anche sul piano legale. Dazn ha messo a punto una strategia aggressiva contro la pirateria, culminata in una campagna di invio di raccomandate a circa 2.000 utenti, accusati di aver guardato partite di Serie A, Serie B e coppe tramite abbonamenti pirata.
Nella lettera, firmata dall’a.d. di Dazn Italia Stefano Azzi, si chiede il pagamento immediato di 500 euro come indennizzo forfettario, a fronte dell’identificazione da parte della Guardia di Finanza nell’ambito di un procedimento della Procura di Lecce.
L’iniziativa, che prevede anche l’impegno scritto a non reiterare il comportamento, è parte di una strategia più ampia che coinvolge le Procure di Catania, Bologna, Cagliari e Napoli, con nuove ondate di lettere già in preparazione. In tutti i procedimenti, Dazn si costituisce parte lesa, rivendicando il danno per la trasmissione illegale di contenuti di cui detiene i diritti.
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