Dazi Usa sulla pasta italiana: maxi tariffa del 107%

Dazi Usa sulla pasta italiana: maxi tariffa del 107%© Shutterstock

La decisione di imporre dazi Usa sulla pasta italiana pari al 107% arriva dopo un’indagine antidumping del Dipartimento del Commercio nei confronti di Garofalo e La Molisana. La mossa di Donald Trump, che pare non volere accennare a chiudere la guerra commerciale in atto da mesi, mette in pericolo l’intero export verso gli Stati Uniti. Si tratta di un mercato che vale 700 milioni di euro l’anno.

Dal 1° gennaio la pasta Made in Italy rischia di pagare una super tariffa. La notizia arriva dopo la conferma dei dazi al 15% su olio, vino e formaggi. Considerando che si sta parlando del prodotto di punta del nostro Paese nel mondo, le esportazioni negli Stati Uniti sono tutt’altro che irrisorie.

Perché si parla di un super dazio di oltre il 100%

In sostanza, ai 15 punti percentuali già stabiliti in precedenza, verrebbe aggiunto il 91,74%. La decisione è motivata dalle accuse di dumping che l’amministrazione Usa rivolge in particolare a due brand molto in vista: La Molisana e Garofalo.

È il risultato di due anni di indagini richieste dalle aziende americane produttrici di pasta, ma sinora non si era mai andati oltre l’1% in più. Tuttavia, per il periodo compreso tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2024, il Dipartimento del Commercio Usa avrebbe riscontrato margini di dumping medi ponderati di oltre il 90%.

Sotto accusa ci sono altri esportatori italiani, tra cui: Agritalia, Aldino, Antiche Tradizioni Di Gragnano, Barilla, Gruppo Milo, Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco, Pastificio Chiavenna, Pastificio Liguori, Pastificio Della Forma, Pastificio Sgambaro, Pastificio Tamma e Rummo. Se non verrà revocato, il nuovo dazio si applicherà anche a loro. Per chi invece già produce negli Stati Uniti, come Barilla, l’impatto della tariffa sarà minore.

Le esportazioni di pasta negli Usa

Degli oltre 4 milioni di tonnellate di pasta che l’Italia produce ogni anno, il 60% è destinato all’estero. E l’America è il secondo mercato più importante, dopo la Germania. Oggi un pacco nei supermercati statunitensi costa in media 3 dollari, con i dazi Usa sulla pasta italiana il prezzo aumenterebbe a 6 euro.

Per Unione italiana food si tratta di un “insulto al prodotto del Made in Italy per eccellenza, segno che si tratta di una decisione politica non tecnica. La pronuncia del Dipartimento del Commercio americano ci ha molto colpiti ed amareggiati: è stata la più severa mai vista”. Della stessa opinione è Coldiretti che pone l’accento sulla possibilità che possa aprirsi “un’autostrada all’Italian sounding”.

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