Dazi Usa, cos’è il bazooka che l’Ue può usare contro Trump

Dazi Usa, cos'è il bazooka che l'Ue può usare contro Donald Trump© Shutterstock

Negli ultimi giorni, insieme ai dazi Usa, è tornato al centro del dibattito economico il cosiddetto bazooka dell’Ue. Si tratta di un potente strumento normativo pensato per difendere il mercato unico da pressioni esterne, in particolare contro Trump e le tariffe aggiuntive da parte degli Stati Uniti.

Questo meccanismo – formalmente denominato strumento anti-coercizione – è stato concepito per rispondere a situazioni in cui un Paese terzo utilizza misure economiche per forzare l’Unione europea o uno Stato membro a cambiare le proprie scelte politiche o normative.

Come funziona il bazooka dell’Unione

Lo strumento è stato adottato nel novembre 2023 e ha piena vigenza dal 27 dicembre dello stesso anno, dopo anni di negoziazioni tra Parlamento europeo e Consiglio. Secondo la normativa (Regolamento 2023/2675), l’obiettivo è proteggere l’Unione e gli Stati membri da forme di coercizione economica attraverso un quadro giuridico chiaro che combina politiche commerciali e di sicurezza.

La procedura può essere avviata su iniziativa della Commissione europea o su richiesta di uno o più Stati membri. In questo caso si utilizza contro i dazi Usa e Donald Trump. Una volta aperto il dossier, Bruxelles ha quattro mesi per verificare l’esistenza di coercizione economica, seguiti da altre otto o dieci settimane per proporre contromisure se necessario.

Le misure potenziali includono l’imposizione di tariffe su prodotti importati dal Paese responsabile, restrizioni sugli investimenti esteri diretti, limiti all’accesso ad appalti pubblici e persino misure specifiche contro imprese o individui. Fra i prodotti statunitensi già colpiti nell’ambito delle contromisure adottate nel 2025 figurano beni come jeans, motociclette, componenti aeronautici e tecnologie della Silicon Valley.

Ue-Usa, il contesto odierno

Il lancio del bazooka arriva in un contesto di crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e di pressioni globali sul commercio. Un recente documento del Centre for European Reform evidenzia come la politica commerciale mondiale sia sempre più dominata dalla grande politica di potenza, con l’Ue che deve conciliare relazioni con gli Usa, confronti con la Cina e diversificazione dei rischi commerciali.

In sintesi, rappresenta un cambio di passo nell’approccio di Bruxelles alle sfide economiche globali, combinando strumenti commerciali, diplomatici e strategici per difendere gli interessi del blocco in un contesto geopolitico sempre più complesso e competitivo.

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