Dazi Usa, atteso il verdetto: oltre 1000 aziende chiedono rimborsi

Tra i ricorrenti spicca EssilorLuxottica, insieme a colossi come Goodyear e Reebok. La decisione della Corte potrebbe costare 133 miliardi agli Stati Uniti

Dazi Usa, oggi il verdetto: oltre 1000 aziende chiedono rimborsi© Photo by Chip Somodevilla/Getty Images

Negli Stati Uniti è attesa a ore la decisione della Corte suprema sulla legittimità dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump. Una bocciatura aprirebbe la strada a rimborsi miliardari per oltre mille aziende che hanno già presentato ricorso. Secondo quanto riportato dall’agenzia americana Bloomberg, erano almeno 914 al 6 gennaio, ma il numero effettivo è più alto considerando i gruppi con più entità coinvolte.

Tra i ricorrenti figurano nomi noti come Goodyear, Costco, Reebok, la giapponese Yokohama e l’europea EssilorLuxottica, che ha chiesto rimborsi per gli oneri legati agli scambi con la Cina. Il gruppo dell’occhialeria ha agito insieme a dieci controllate, contestando le tariffe e la loro base giuridica.

Dazi fondati su una legge contestata

Al centro del contenzioso c’è l’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977 che, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, consente al presidente di agire in casi di emergenza nazionale, ma non autorizza esplicitamente l’imposizione di dazi. Le aziende sostengono che le tariffe violino la Costituzione, la quale assegna al Congresso il potere esclusivo di introdurre misure doganali.

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Un tribunale di primo grado aveva già giudicato illegittimi i dazi, ma l’efficacia della sentenza è stata sospesa in attesa del pronunciamento finale. Se la Corte suprema dovesse confermare l’illegittimità, solo chi ha presentato ricorso potrà accedere ai rimborsi, aprendo la porta a una guerra legale potenzialmente da decine di miliardi di dollari. Il Tesoro Usa ha già incassato 133 miliardi, e una restituzione metterebbe a rischio la tenuta dei conti pubblici.

I precedenti e l’effetto sui conti esteri

Come si sottolinea in un articolo del Corriere della Sera, l’ondata di ricorsi è partita da piccoli importatori, ma si è rapidamente estesa a grandi gruppi della distribuzione e dell’industria. L’agenzia Reuters avverte che la disputa, se confermata dalla Corte, potrebbe durare anni. Esiste anche un precedente storico: nel 1998, la Corte bocciò una tassa sui porti, aprendo la strada a 4.000 cause e 750 milioni di dollari in rimborsi.

Intanto, l’effetto dei dazi si riflette sui dati del commercio. A ottobre, il deficit commerciale Usa è sceso a 29,4 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2009, grazie alla contrazione dell’import e alla tenuta dell’export.

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