L’Unione europea rilancia la difesa dell’industria siderurgica con un nuovo piano per contrastare l’eccesso di capacità produttiva globale, in particolare l’ondata di acciaio cinese a basso costo. La Commissione europea propone di ridurre del 47% le importazioni a dazio zero, fissando un nuovo tetto a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, rispetto agli attuali 34,6 milioni. Le importazioni che superano questa soglia saranno invece colpite da un dazio raddoppiato al 50%, rispetto al 25% attuale.
La proposta è stata presentata dal commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, e dal vicepresidente della Commissione con delega all’Industria, Stéphane Séjourné, e mira a sostituire l’attuale meccanismo di salvaguardia, in scadenza a luglio 2026.
“Un settore siderurgico forte e decarbonizzato è fondamentale per la competitività e l’autonomia strategica dell’Unione”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, chiedendo a Parlamento e Consiglio di adottare rapidamente il nuovo regolamento. La proposta include anche un obbligo di tracciabilità per identificare l’origine del metallo, così da evitare triangolazioni attraverso Paesi terzi.
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Il piano europeo rientra nel quadro dell’accordo sui dazi siglato a fine luglio con Washington, che punta a una “alleanza dei metalli” per proteggere la produzione occidentale dalla concorrenza asiatica. Restano esclusi dai nuovi dazi i Paesi dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein) e sarà prevista una clausola di “considerazioni particolari” per l’Ucraina.
“Non stiamo chiudendo il mercato Ue alle importazioni – ha chiarito Sefcovic – ma non ci tireremo indietro se servirà per proteggere i nostri mercati e i posti di lavoro”.
Global overcapacity threatens the future of European steel. Our proposed Steel Regulation will restore balance – necessary, effective, yet balanced.
We’re committed to rules-based trade but must defend our interests. We’ll soon engage with partners.
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— Maroš Šefčovič🇪🇺 (@MarosSefcovic) October 7, 2025
La proposta è stata salutata con favore dalle imprese del settore. Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha sottolineato come si tratti di “un passo importante verso una politica industriale consapevole e capace di garantire la competitività del sistema produttivo europeo”. Gozzi ha ricordato che negli ultimi anni l’Ue ha perso 30 milioni di tonnellate di produzione, passando da 150 a circa 120 milioni di tonnellate annue.
Secondo Gozzi, per rendere davvero efficace la protezione del comparto sarà necessario accompagnare la misura con strumenti complementari, come l’introduzione del Buy European per garantire almeno il 60% di acciaio europeo negli appalti pubblici, e una revisione del Cbam, in particolare per quanto riguarda l’abolizione delle quote gratuite di CO₂.
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Maros Sefcovic, commissario europeo al Commercio © European Union, 2025




