Cybersecurity, in Italia investimenti a 2,78 miliardi

La spesa è salita del 12% e il 70% delle grandi imprese prevede nuovi aumenti di budget. In crescita anche eventi ostili e frodi digitali

Cybersecurity, in Italia investimenti a 2,78 miliardi© Shutterstock

La spesa italiana in cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 12%, molto superiore all’1,5% registrato complessivamente dalla spesa digitale nazionale. Aumentano allo stesso tempo gli attacchi e la quota di aziende che prepara nuovi investimenti: oltre il 70% delle grandi imprese prevede di incrementare ancora il budget destinato alla sicurezza informatica nel 2026. I dati emergono dal report Cybersecurity, Frodi e Data Privacy realizzato da Deloitte come Knowledge Partner della prima edizione di WeSec, il Salone della sicurezza promosso da Abi.

Gli incrementi di spesa più consistenti nel 2025 hanno riguardato la Pubblica Amministrazione, +28%, il Finance, +22%, e la Logistica e Trasporti, +18%, anche per effetto della disponibilità dei fondi europei del Pnrr. Sul fronte delle imprese, il 34% delle grandi aziende ha subito attacchi nel corso dell’anno e il 3% ha registrato conseguenze dirette sull’operatività. Il 57% ha avviato una revisione strutturale dei propri piani di risposta agli incidenti.

I budget crescono insieme alle minacce

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) ha trattato 2.729 eventi ostili nel 2025, con una media mensile salita da 165 a 227, pari a un incremento del 38%. Gli incidenti con impatti confermati sono invece aumentati del 7%, raggiungendo quota 615. Un altro indicatore arriva dal Rapporto Clusit 2026, che considera gli incidenti gravi e di dominio pubblico: quelli registrati in Italia sono stati 507, contro 357 nel 2024, con una crescita del 42%. Il Paese concentra così il 9,6% dei 5.265 casi censiti a livello globale.

La pressione non è uniforme tra i settori. Trasporti e Logistica hanno registrato un aumento del 134,6% degli incidenti censiti da Clusit, mentre la Pubblica Amministrazione resta il comparto più esposto in valore assoluto, con oltre 1.100 eventi rilevati dall’Acn. Nel manifatturiero, circa il 16% degli attacchi globali al settore colpisce organizzazioni italiane, con il ransomware particolarmente presente tra le Pmi.

Frodi digitali, sottratti oltre 269 milioni di euro

Nei pagamenti, il fenomeno delle frodi resta contenuto rispetto ai volumi complessivi: nel secondo semestre 2025 il tasso è stato pari a 3 euro ogni 100 mila euro transati e a 10 operazioni fraudolente ogni 100 mila transazioni. Il rischio aumenta però nell’e-commerce, dove per le carte il tasso di frode in valore raggiunge lo 0,060%, contro lo 0,006% dei pagamenti su Pos fisico.

La Polizia Postale ha trattato nel 2025 51.560 casi, di cui 27.085 riconducibili al cybercrime, con somme sottratte superiori a 269 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Una quota crescente delle frodi utilizza strumenti di intelligenza artificiale, dalle voci clonate ai deepfake fino al phishing personalizzato. Il report segnala inoltre l’evoluzione verso attacchi più automatizzati, nei quali sistemi basati sull’AI possono gestire porzioni sempre più ampie della catena offensiva con una supervisione umana limitata.

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