Crescono gli investimenti delle aziende italiane nell’AI: +45%

Il ritorno sugli investimenti (Roi) atteso salirà dal 20% al 38% in due anni. Ma qualità dei dati e governance restano i nodi principali

Aziende italiane, investimenti in AI a +45%© Shuttershock

Le aziende italiane accelerano sull’intelligenza artificiale (AI) e iniziano a vedere ritorni più consistenti sugli investimenti. Secondo lo studio The SAP Value of AI 2026, realizzato da Sap e Oxford Economics, in media nel 2026 prevedono di investire 18,4 milioni di dollari in AI, meno della media globale di 28 milioni, ma con una crescita attesa del 45% nei prossimi due anni.

Anche il ritorno economico previsto è in aumento. Il Roi atteso dalle imprese italiane è pari al 20% quest’anno, per un valore di 4,9 milioni di dollari, e dovrebbe salire al 38% entro due anni, arrivando a 12,2 milioni. Un contributo rilevante è atteso dall’AI agentica, da cui le aziende italiane stimano un ritorno di 13,7 milioni di dollari nello stesso arco temporale.

La ricerca ha coinvolto 2.300 dirigenti in 13 Paesi, di cui 200 in Italia. Oltre un quarto delle attività aziendali italiane è già supportato dall’intelligenza artificiale: la quota è oggi al 26% e dovrebbe arrivare al 44% entro i prossimi due anni.

Il passaggio dalla sperimentazione all’uso operativo è già in corso, ma resta incompleto. Il 73% delle aziende italiane si dichiara soddisfatto del Roi attuale dell’AI, mentre oltre la metà ritiene che il potenziale della tecnologia non sia ancora pienamente sfruttato. Gli investimenti strategici pesano per il 20%, ma gli approcci frammentati restano più diffusi, al 36%.

Dati e governance restano i nodi dell’AI

Le criticità principali riguardano qualità dei dati, competenze e controllo dei processi. Il 74% delle imprese segnala problemi legati alla scarsa qualità delle informazioni disponibili e il 77% dichiara di aver sperimentato rilavorazioni, ritardi o arretrati a causa di output AI insufficienti.

Anche la governance è ancora debole: solo un’impresa su dieci si dice pienamente pronta a governare l’AI in modo efficace, sia per competenze sia per processi e framework organizzativi. Sull’AI agentica, appena l’1% delle aziende intervistate si considera pienamente preparata.

«L’Italia è passata dalla fase di sperimentazione dell’AI a quella operativa, e questo sta iniziando a dare risultati concreti. Ma c’è ancora molta strada da fare», afferma Carla Masperi, a.d. di Sap Italia. Per le imprese, la sfida sarà collegare AI, dati e processi senza sottovalutare i rischi di una tecnologia adottata più rapidamente di quanto venga governata.

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