Cresce la fiducia dei consumatori a maggio 2026, le imprese frenano

Cresce la fiducia dei consumatori a maggio 2026, ma le imprese frenano© Shutterstock

A maggio 2026 torna a crescere la fiducia dei consumatori italiani, mentre peggiora il sentiment delle imprese. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Istat, che fotografa un’economia ancora divisa tra segnali di recupero interno e difficoltà del sistema produttivo. Secondo i dati diffusi dall’istituto statistico, l’indice del clima di fiducia dei consumatori sale da 90,8 a 93,4 punti, mentre quello delle imprese scende da 95,1 a 94,1.

Il miglioramento registrato tra le famiglie riguarda soprattutto le aspettative economiche personali e la percezione del futuro. Crescono infatti il clima economico, che passa da 82,7 a 86,2, e quello futuro, salito da 82,5 a 87,2. In aumento anche il clima personale e quello corrente. Secondo l’Istituto, quasi tutte le variabili che compongono l’indice mostrano segnali positivi, anche se resta debole la percezione sulla situazione economica generale del Paese.

Tutti i dati Istat sulla fiducia degli italiani

Il dato arriva dopo mesi complessi per la fiducia dei consumatori. A marzo 2026, infatti, l’Istat aveva registrato un forte calo del sentiment legato alle tensioni geopolitiche internazionali e all’aumento dei costi energetici. In quel periodo l’indice dei consumatori era precipitato da 97,4 a 92,6 punti.

Sul fronte delle imprese, invece, il quadro resta fragile. Il peggioramento maggiore riguarda i servizi di mercato e il settore delle costruzioni, mentre la manifattura rimane sostanzialmente stabile. L’unico comparto in lieve crescita è il commercio al dettaglio, sostenuto dal miglioramento delle vendite e dalla riduzione delle scorte di magazzino.

Gli effetti del rallentamento economico

Il calo della fiducia aziendale riflette anche il rallentamento dell’economia italiana, con il Governo che ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026 e il 2027, entrambe ferme allo 0,6%. A pesare sono soprattutto il caro energia, l’incertezza geopolitica e la debolezza della domanda internazionale.

Gli analisti leggono questi dati come il segnale di un’Italia ancora sospesa tra prudenza e timidi segnali di ripresa. Se le famiglie sembrano recuperare fiducia grazie al rallentamento dell’inflazione, il tessuto produttivo continua invece a mostrare segnali di rallentamento, soprattutto nei comparti più esposti alle oscillazioni dei mercati internazionali

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata