La politica si divide, l’economia paga: il costo dello shutdown Usa

Dal 1° ottobre gli Stati Uniti entrano in shutdown: stipendi bloccati, servizi fermi e centinaia di milioni persi ogni giorno

La politica si divide, l’economia paga: il costo dello shutdown Usa© Photo by Al Drago/Getty Images

Mercoledì 1° ottobre 2025, per la prima volta dal 2019, gli Stati Uniti si sono ritrovati con il governo federale bloccato. Il Congresso non è riuscito ad approvare in tempo le nuove proposte di legge di bilancio, e alla mezzanotte la macchina pubblica ha iniziato a spegnersi. La Casa Bianca ha confermato che circa 750 mila dipendenti pubblici federali sono stati messi in furlough, senza stipendio, mentre altri continueranno a lavorare, ma senza retribuzione garantita.

Secondo le stime di fonti indipendenti, tra cui l’AP e analisti economici del Congresso, ogni giorno di shutdown costa al Paese almeno 400 milioni di dollari in salari sospesi. Una cifra enorme, che non tiene conto dei danni indiretti: consumi mancati, investimenti congelati, ritardi nei contratti e nelle catene di fornitura. In una sola settimana potrebbero andare in fumo quasi 3 miliardi di dollari.

La storia insegna che i costi possono essere anche peggiori. Nel lungo shutdown di 35 giorni tra il 2018 e il 2019, il Congressional Budget Office (Cbo) calcolò perdite pari a 11 miliardi di dollari, cioè oltre 314 milioni al giorno, con circa 3 miliardi considerati perdite permanenti. Altri episodi, come quello del 2013, hanno visto cifre persino superiori: 24 miliardi di dollari in 16 giorni, circa 1,5 miliardi al giorno.

Che cos’è lo shutdown negli Usa?

Lo shutdown è una peculiarità del sistema politico statunitense. Avviene quando il Congresso non vota a favore dei finanziamenti necessari a mantenere attive le agenzie federali. Per effetto della Antideficiency Act, lo Stato non può spendere senza stanziamenti approvati, e quindi le attività non essenziali si fermano.

Il meccanismo mette in luce le divisioni tra i partiti. Spesso lo shutdown nasce da scontri politici che nulla hanno a che vedere con il bilancio in sé. Un partito può usare la minaccia di “bloccare il governo” per ottenere concessioni su altri fronti legislativi. In questi giorni lo stallo è legato a divergenze su spesa militare, welfare e immigrazione.

Cosa succede con lo shutdown negli Usa?

Uno shutdown non è soltanto una disputa politica a Washington: è un evento che si riflette nella vita quotidiana di milioni di cittadini. Quando il governo federale si blocca, infatti, la macchina amministrativa smette di funzionare a pieno regime e il Paese si trova a gestire una serie di conseguenze che colpiscono sia i lavoratori statali sia le imprese private. Gli effetti immediati sono diversi e si ripetono con una certa costanza a ogni nuovo stallo:

  • Dipendenti pubblici in furlough: migliaia di lavoratori vengono messi in aspettativa forzata, senza retribuzione. Quando lo stallo finisce, il Congresso può decidere un back pay, cioè un pagamento retroattivo, ma intanto quei salari non circolano nell’economia.
  • Servizi essenziali ridotti: sicurezza nazionale, difesa, controlli aerei e Social Security restano operativi. Ma molti altri settori – ricerca scientifica, cultura, ambiente, uffici amministrativi – si bloccano.
  • Contratti e appalti sospesi: le aziende che lavorano con il governo non ricevono pagamenti né possono firmare nuovi contratti. Le piccole imprese, che dipendono da bandi federali, rischiano la sopravvivenza.
  • Ripercussioni sul Pil: il rallentamento della spesa pubblica riduce la crescita economica. Il Cbo stimò che il già citato shutdown del 2018-2019 tagliò 0,1 punti di Pil nel trimestre, una perdita significativa per la prima economia mondiale.
  • Incertezza internazionale: ogni volta che Washington mostra la sua fragilità politica, i mercati reagiscono con volatilità e i partner mettono in dubbio la stabilità delle scelte economiche americane.
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© Photo by Kevin Dietsch/Getty Images

Quanto costa oggi un giorno di shutdown

Alla data del 1° ottobre 2025, le cifre riportate da quotidiani come The Washington Post e Time parlano chiaro:

  • 400 milioni di dollari al giorno è la stima minima del costo in stipendi sospesi per i dipendenti pubblici.
  • In una settimana, la cifra sale a quasi 3 miliardi.
  • In un mese, il conto supererebbe i 12 miliardi, con conseguenze simili o peggiori rispetto al famoso shutdown di 35 giorni sotto la presidenza Trump.

A queste cifre vanno aggiunti i costi intangibili: ritardi nei tribunali federali, blocco della concessione di mutui garantiti dal governo, stop alla raccolta di dati economici ufficiali.

Lo scontro simbolico: Trump e il passato

Il più lungo shutdown della storia americana, quello di 35 giorni tra il 2018 e il 2019, si consumò sotto la presidenza di Donald Trump. Allora lo scontro verteva sulla richiesta di fondi per il muro al confine con il Messico. Anche in quel caso, il governo rimase bloccato e centinaia di migliaia di dipendenti pubblici lavorarono senza stipendio.

Oggi, il fantasma di quel precedente pesa ancora: dimostra che uno stallo prolungato non solo ha costi immediati, ma lascia cicatrici nella fiducia dei cittadini verso le istituzioni.

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