L’industria cosmetica italiana si conferma un comparto strategico del Made in Italy, con una crescita sostenuta nonostante un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e cambiamenti nella geografia degli scambi. Secondo le stime presentate il 16 settembre 2026 durante il convegno inaugurale di Milano Beauty Week, il fatturato raggiungerà quest’anno 18,1 miliardi di euro, con un incremento dell’1% rispetto al 2025.
Anche i consumi sono attesi in aumento. Per il 2026 il valore complessivo dovrebbe arrivare a 13,1 miliardi di euro, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente. A sostenere la domanda sono soprattutto alcuni canali: l’e-commerce, previsto in crescita del 9%, la farmacia ha registrato un +3,5% e la profumeria un +2%.
Cosmetica italiana, export a 8,6 miliardi
La cosmetica italiana mantiene inoltre una forte vocazione internazionale. Le esportazioni sono stimate a 8,6 miliardi di euro, con una crescita dello 0,5%. La situazione geopolitica sta però modificando la destinazione delle vendite all’estero.
Alla contrazione registrata verso alcuni mercati, tra cui Stati Uniti ed Emirati Arabi, si contrappone l’espansione dell’export verso l’Europa, alcuni mercati asiatici – con Cina, Hong Kong e Corea del Sud in evidenza – e l’India.
Lombardia al centro della filiera cosmetica
Il ruolo della Lombardia emerge con particolare forza. Nel 2025 la regione contava 648 imprese cosmetiche, 53.500 addetti e 11,3 miliardi di euro di fatturato, in aumento del 2,7% sull’anno precedente. Questa regione rappresenta il 35,1% delle imprese italiane del settore, il 51,1% degli addetti e il 63% del fatturato nazionale.
Particolarmente rilevante è il cosiddetto Quadrilatero di Assolombarda, formato da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Qui si concentrano 434 imprese, 39 mila addetti e 8,7 miliardi di euro di fatturato, pari al 48,2% del fatturato cosmetico italiano. Nel 2025 il territorio ha inoltre generato 6 miliardi di euro di export cosmetico, circa il 70% del totale nazionale.
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