La manovra economica 2026 mette in campo interventi per oltre 40 miliardi nei prossimi anni, con una copertura da 24 miliardi solo nel 2026. Il governo ha puntato su taglio delle tasse, fondi alla sanità, aiuti sociali e nuove entrate fiscali. Il testo è stato trasmesso alle Camere, ma deve ancora essere approvato dal Parlamento: l’iter inizierà al Senato con un ciclo di audizioni, e molte norme sono già al centro di trattative e possibili modifiche. Ecco le 9 misure principali da conoscere nella versione attuale.
Irpef più leggera per il ceto medio
Il cuore della manovra è il taglio dell’aliquota Irpef per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, che scenderà dal 35% al 33%. Il costo per lo Stato sarà di 4,3 miliardi nel 2026, 2,2 miliardi nel 2027 e altri 2,2 nel 2028. Una misura simbolo, che riguarda circa 13 milioni di contribuenti.
Salari più alti, buoni pasto più ricchi
Nel pacchetto lavoro rientra la detassazione degli aumenti contrattuali: la parte aggiuntiva della retribuzione sarà tassata con un’aliquota agevolata del 15%, fino al 10% del salario. Sale anche il valore dei buoni pasto, da 8 a 10 euro, con una spesa complessiva di 2 miliardi.
Sanità: tornano i fondi alle Regioni
Il Fondo sanitario nazionale viene rafforzato con 7 miliardi nel 2026, 5,7 miliardi nel 2027 e 7 nel 2028, per rispondere all’aumento dei costi, alle carenze del personale e alle richieste delle Regioni. Le risorse saranno usate anche per la sanità territoriale e i farmaci innovativi.
Pensioni: frenata sull’età e conferma dell’Ape
Viene confermata la sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile, prevista dall’adeguamento automatico alla speranza di vita. Nel 2027 e nel 2028 l’uscita dal lavoro sarebbe slittata di 1 e poi 2 mesi: slittamento annullato. Prorogata anche l’Ape sociale, il canale di uscita anticipata per categorie fragili, con un costo complessivo di 460 milioni nel 2026.
Aiuti alle famiglie: bonus e carta spesa
È previsto un bonus per famiglie con almeno due figli, insieme alla conferma della Carta dedicata a te per l’acquisto di beni di prima necessità e al rifinanziamento del fondo per i caregiver. Rifinanziato anche il bonus psicologo, per una spesa complessiva di 1,6 miliardi nel 2026.
Affitti brevi nel mirino
La manovra alza la cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26% se l’immobile viene locato tramite portali digitali come Airbnb o Booking, anche se si tratta della prima casa. Il governo valuta una revisione in Parlamento: si ipotizza un’aliquota intermedia del 23%, ma servono oltre 100 milioni di coperture.
Crediti d’imposta e bonus per le imprese
Alle imprese vengono destinati 3 miliardi nel 2026, grazie al rifinanziamento della Zes unica, della Nuova Sabatini e dei bonus per la Transizione 5.0. Le misure puntano a sostenere gli investimenti produttivi e digitali nel Mezzogiorno e a incentivare l’innovazione tecnologica.
Contributo strutturale per banche e assicurazioni
Tra le nuove entrate, arriva un contributo stabile di settore per banche e assicurazioni, con un gettito atteso di 11 miliardi in tre anni. Il governo supera così la logica della “tassa una tantum” e punta su una misura strutturale per aumentare le entrate fiscali del comparto.
Tagli ai ministeri e rimodulazione del Pnrr
La manovra prevede una spending review con tagli per 2,3 miliardi nel 2026 e 2,6 nel 2027. Colpiti in particolare i fondi del Mit, con una riduzione da 50 milioni per la metro C di Roma e 15 per la metro M4 di Milano. L’operazione ha suscitato polemiche: secondo l’assessore romano Patanè, i tagli alle città servono a finanziare il Ponte sullo Stretto. Per coprire altre voci della manovra, vengono recuperati 5 miliardi dai fondi inutilizzati del Pnrr.
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