L’economia italiana continua a mostrare segnali di resilienza nonostante le incertezze dello scenario internazionale: secondo le ultime valutazioni di Confcommercio, il Prodotto interno lordo potrebbe avvicinarsi a una crescita dell’1% nel 2026, a condizione che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente si riducano e non producano ulteriori effetti negativi sui mercati energetici e sul commercio globale.
L’associazione sottolinea come il quadro economico del Paese resti influenzato dall’evoluzione della crisi nell’area mediorientale, che nelle ultime settimane ha provocato forti oscillazioni dei prezzi del petrolio e del gas. In particolare, le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz, una delle principali vie di transito delle forniture energetiche mondiali, hanno alimentato timori per possibili ripercussioni su inflazione e consumi. Tuttavia, i recenti segnali di normalizzazione dei traffici marittimi e il miglioramento del contesto diplomatico lasciano intravedere prospettive più favorevoli per la seconda parte dell’anno.
L’analisi di Confcommercio
Secondo Confcommercio, la domanda interna continua a rappresentare il principale motore della crescita dell’economia italiana. Il mercato del lavoro mostra infatti livelli di occupazione elevati, mentre il progressivo recupero del potere d’acquisto delle famiglie potrebbe sostenere i consumi nei prossimi mesi. Anche il settore dei servizi – in particolare turismo, commercio e ristorazione – continua a fornire un contributo importante al progresso del Paese.
Resta però elevata l’attenzione verso il rischio inflazione. Dopo la fase di rallentamento registrata nel corso del 2025, eventuali nuovi rincari dell’energia potrebbero riflettersi sui prezzi al consumo, limitando la capacità di spesa delle famiglie e rallentando la crescita economica. Gli analisti osservano inoltre con attenzione le decisioni delle principali banche centrali, che continuano a monitorare l’andamento dell’inflazione e delle condizioni finanziarie internazionali.
Nel complesso, le prospettive delineate da Confcommercio appaiono moderatamente positive. Se il contesto geopolitico dovesse stabilizzarsi e i mercati energetici mantenere condizioni di equilibrio, l’Italia potrebbe consolidare il percorso di crescita avviato negli ultimi anni, avvicinandosi a un incremento del Pil prossimo a un punto percentuale e rafforzando la fiducia di imprese e consumatori.
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