Collegamento online tra registratori di cassa e Pos: cosa cambia

Al via il collegamento online tra registratori di cassa e POS: cosa cambia per esercenti e fisco© Shutterstock

Dal 5 marzo 2026 entra nel vivo una delle novità fiscali più rilevanti degli ultimi anni. Il collegamento online tra registratori di cassa telematici e terminali Pos utilizzati per i pagamenti elettronici. La nuova procedura, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di contrasto all’evasione fiscale e di digitalizzazione dei sistemi di pagamento.

La misura nasce nell’ambito della Legge di Bilancio 2025 e prevede che gli esercenti associno i dispositivi utilizzati per trasmettere i corrispettivi giornalieri. In questo modo il fisco potrà confrontare in modo più immediato gli incassi registrati tramite pagamenti elettronici con gli scontrini emessi, individuando eventuali anomalie o mancate registrazioni.

Le novità per esercenti e fisco

Il collegamento non richiede modifiche tecniche agli apparecchi né un cablaggio fisico tra i dispositivi. L’abbinamento avviene esclusivamente tramite un servizio online disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Gli esercenti possono effettuare l’operazione accedendo con credenziali digitali come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, oppure tramite un intermediario delegato (per esempio un commercialista).

Dal momento dell’attivazione della procedura, i commercianti avranno 45 giorni di tempo per registrare l’associazione tra i Pos utilizzati e il registratore telematico relativo alle vendite effettuate a partire da gennaio 2026. L’operazione si deve effettuare una sola volta, salvo variazioni successive come l’attivazione di un nuovo terminale o la dismissione di quello precedente.

Perché il Governo ha messo in atto questa riforma

L’obiettivo della norma è rendere più efficace il sistema dei corrispettivi telematici, introdotto negli ultimi anni per digitalizzare l’invio degli scontrini fiscali. Con il nuovo collegamento, l’amministrazione finanziaria potrà incrociare automaticamente i dati dei pagamenti elettronici con quelli delle vendite registrate, riducendo il rischio che un incasso digitale non venga accompagnato dal relativo documento fiscale.

Sono previste anche sanzioni per chi non rispetta gli obblighi. Dopo una prima fase di avvisi, le multe possono arrivare fino a circa 100 euro per ogni trasmissione mancante o irregolare. L’introduzione del sistema rappresenta dunque un ulteriore passo verso una maggiore tracciabilità dei pagamenti e una progressiva riduzione dell’uso del contante, rafforzando gli strumenti di controllo dell’amministrazione fiscale. Nel complesso, la riforma segna un’evoluzione importante nella gestione dei pagamenti e degli scontrini: un cambiamento che coinvolgerà milioni di esercenti e che punta a rendere il sistema fiscale italiano più trasparente e digitale.

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