La crisi del Gruppo Coin si intensifica e riporta al centro dell’attenzione la tenuta del piano di risanamento avviato appena sei mesi fa da una cordata di imprenditori insieme con Invitalia, sotto il coordinamento del Mimit. Dopo un Natale al di sotto delle attese, i grandi magazzini tornano a fare i conti con numeri in peggioramento e con nuove chiusure in vista.
Il bilancio evidenzia ricavi in calo e soprattutto un rosso a livello di margine operativo lordo pari a 35 milioni di euro. Un risultato che arriva nonostante l’aumento di capitale del settembre 2025 e che mette in discussione la solidità del piano varato lo scorso anno. Le vendite del 2025 risultano inferiori rispetto al 2024, anche a causa di un drastico calo degli ingressi nei punti vendita, che i nuovi layout e concept non sono riusciti a compensare.
Tre chiusure e nuovi investimenti
Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, la società ha deciso di iniettare 10 milioni di investimenti per accompagnare una nuova fase di ristrutturazione che prevede la chiusura di tre punti vendita a Roma, Milano e Verona e il ridimensionamento di alcuni centri commerciali. Le cessazioni riguarderanno in particolare Roma Cola di Rienzo, con chiusura prevista il 4 aprile 2026, oltre a Milano Corso Vercelli e Verona, entrambe con stop fissato al 31 luglio 2026.
La richiesta dei sindacati al Mimit
Al termine dell’incontro del 18 febbraio con la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto con urgenza l’apertura di un nuovo tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«I dati illustrati dalla direzione societaria delineano un quadro fortemente critico e mettono in discussione la tenuta del piano di risanamento varato lo scorso anno», si legge nella nota diffusa unitariamente dai sindacati. E ancora: «Non si può parlare di rilancio mentre si chiudono negozi storici e si scarica il peso della crisi su lavoratrici e lavoratori che hanno in media oltre vent’anni di anzianità aziendale».
La ristrutturazione, al momento, non prevede licenziamenti, ma sarà gestita attraverso il ricorso a nuovi piani di solidarietà o alla cassa integrazione. Oltre alle chiusure già annunciate, l’azienda ha prospettato l’attivazione di ammortizzatori sociali o strumenti di flessibilità per altre sedi, tra cui Cinecittà e San Giovanni a Roma, Mestre e Firenze.
Per i sindacati è indispensabile fare piena chiarezza sulla reale sostenibilità del piano industriale e sulle ricadute occupazionali complessive. Da qui la richiesta di un confronto istituzionale al Mimit che garantisca trasparenza, responsabilità e tutela di ogni singolo posto di lavoro.
Coin: “Confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali”
Attraverso una nota, Coin ha sottolineato come la società, dopo “aver concluso positivamente la fase di messa in sicurezza dell’azienda”, si trovi ora “nello stadio più operativo del percorso di risanamento, orientato a costruire un business model redditivo e sostenibile nel tempo”.
È in quest’ottica che, si spiega dall’azienda, sono stati definiti gli interventi sulla rete, “limitati a punti vendita che presentano perdite strutturalmente rilevanti o che sono stati impattati da fattori esterni, indipendenti dalla volontà dell’azienda”.
Coin sta utilizzando “tutti gli strumenti disponibili per gestire questa fase con responsabilità, con particolare attenzione alle persone e alla stabilità occupazionale. In questo senso, la società si impegna fin d’ora a un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali, finalizzato all’attivazione di ammortizzatori sociali che consentano di mantenere il pieno livello dell’impiego, senza ricorrere a licenziamenti collettivi, a tutela degli oltre mille lavoratori della rete di vendita”.
Oltre ai già citati investimenti, Coin ha allo studio nuove partnership commerciali a supporto del rafforzamento del posizionamento di Coin, “in un contesto che registra un primo miglioramento della redditività operativa. Superata la gestione dell’emergenza, queste decisioni si inseriscono in una transizione necessaria alla costruzione di un equilibrio finanziario solido. L’impegno è portare avanti questo percorso con la massima trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di restituire a Coin una traiettoria di continuità, solidità e sviluppo negli anni a venire”.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




