Codice rosso per ChatGpt: l’allarme di Sam Altman

Codice rosso per ChatGpt: l'allarme di Sam Altman© Shutterstock

Sam Altman ha lanciato il codice rosso per ChatGpt: OpenAI, infatti, sente la concorrenza spietata e corre ai ripari. Il Ceo e fondatore dell’azienda ha spiegato che sta vivendo un momento “critico”. Google ha presentato Gemini 3, superiore a molti rivali in termini di capacità di ragionamento, velocità di generazione e gestione integrata di testo, immagini e video.

Anche se, con circa 800 milioni di utenti settimanali, ChatGpt rimane il prodotto di punta dell’intelligenza artificiale generativa, Altman non può ignorare che Google abbia un vantaggio strutturale, dovuto al suo motore di ricerca (che gli frutta introiti e di sviluppare Gemini con risorse straordinarie).

Le intenzioni di Altman di OpenAI

OpenAI ha attuato il codice rosso per ChatGpt, interrompendo altri progetti e concentrandosi sul miglioramento del chatbot. “Il nostro obiettivo ora è continuare a rendere ChatGpt sempre più efficiente, continuare a crescere ed espandere l’accesso in tutto il mondo, rendendolo ancora più intuitivo e personale. Grazie per questi tre anni incredibili. C’è ancora molto da fare!”, ha commentato Nick Turley, responsabile del prodotto.

Incrementare la velocità, migliorare l’affidabilità, rendere le risposte più personalizzate e ampliare la capacità del sistema di rispondere a un ventaglio più ampio di domande. Sono questi gli obiettivi primari di Sam Altman, anche per rimanere a galla e poter procedere con gli investimenti strutturali che ha in mente.

Si tratta di 1.400 miliardi di dollari in infrastrutture e data center nei prossimi otto anni. Una cifra enorme, legata all’esigenza di garantire la potenza computazionale necessaria ad addestrare sistemi sempre più complessi. “Il rischio principale – ha spiegato Sam Altman ai dipendenti – non è avere troppe risorse, ma averne troppo poche”.

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L’approccio di Apple fa riflettere

Il codice rosso non è scattato solo per ChatGpt: anche Apple sente la competizione. Ecco perché ha nominato un nuovo vicepresidente per l’intelligenza artificiale. È Amar Subramanya, in arrivo da Microsoft dopo una lunga esperienza in Google, dove ha ricoperto ruoli chiave nello sviluppo di Gemini.

È un segnale importante, dato che la società di Cupertino ha recentemente rinviato al 2026 gli aggiornamenti più significativi per Siri, lasciando ai concorrenti – Samsung per primo – il vantaggio di integrare più rapidamente strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa.

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