La Cina inaugura una nuova rotta commerciale attraverso l’Artico, destinata a collegare Asia ed Europa evitando alcuni dei principali punti critici delle tradizionali vie marittime: si chiama “Ice Silk Road”, la Via della Seta di Ghiaccio (o polare), ed è un progetto che assume un’importanza economica e geopolitica crescente.
La nuova rotta parte dal porto cinese di Ningbo-Zhoushan e arriva a Felixstowe, il principale porto britannico per il traffico container. Il collegamento passa attraverso il Mar Glaciale Artico, seguendo il Passaggio a Nord-Est e la Northern Sea Route, la rotta marittima settentrionale che costeggia la Siberia. A inaugurare il servizio regolare è la compagnia cinese Sea Legend.
I piani commerciali della Cina
L’obiettivo principale della Cina, con la Via della Seta polare, è ridurre tempi e rischi logistici. La tratta artica misura circa 7.500 miglia nautiche, contro le circa 10.500 della rotta attraverso il Canale di Suez. In condizioni favorevoli, il viaggio potrebbe durare 18-20 giorni, circa la metà dei 40 giorni necessari normalmente tra i due porti.
La scelta arriva in un momento caratterizzato da forti tensioni sulle principali rotte commerciali. Evitando il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb, questa tratta consente infatti di ridurre l’esposizione ai cosiddetti choke point, i passaggi strategici nei quali crisi geopolitiche o attacchi possono provocare forti rallentamenti al commercio internazionale.
Il ruolo del surriscaldamento globale
Il crescente interesse per l’Artico è favorito anche dalla riduzione della superficie dei ghiacci. Tra il 2024 e il 2025 l’estensione dei ghiacci marini artici nel periodo di massimo accumulo invernale è diminuita del 5,8%. Il cambiamento climatico rende quindi progressivamente più accessibili alcune rotte che in passato erano impraticabili o utilizzabili soltanto per periodi molto brevi.
La Russia svolge un ruolo decisivo. La Northern Sea Route attraversa infatti le acque lungo la costa settentrionale russa e Mosca ne controlla permessi, servizi di pilotaggio e assistenza con rompighiaccio attraverso Rosatom. La collaborazione tra Russia e Cina nell’Artico assume così anche una dimensione strategica, oltre che commerciale.
Non mancano però le criticità. Le condizioni meteorologiche restano variabili, le infrastrutture di soccorso sono limitate e alle alte latitudini anche comunicazioni satellitari e sistemi GPS possono risultare meno affidabili. Inoltre, un incidente avrebbe conseguenze particolarmente gravi su un ecosistema estremamente fragile.
La Via della Seta polare rappresenta quindi una nuova frontiera del commercio globale, ma anche una scommessa complessa. La Cina punta a diversificare le proprie rotte e accorciare i collegamenti con l’Europa; allo stesso tempo, l’espansione della navigazione nell’Artico solleva interrogativi ambientali e geopolitici destinati a diventare sempre più rilevanti.
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