Carrefour ha annunciato di aver avviato trattative in esclusiva con Paval Holding, un family office rumeno, per cedere l’intera attività in Romania per 823 milioni di euro. Secondo la società, l’operazione “fa parte della revisione strategica avviata dal gruppo all’inizio del 2025”.
La famiglia Paval, proprietaria della catena di bricolage Dedeman, diventerebbe così la nuova responsabile del business di Carrefour nel Paese, che conta 478 punti vendita, tra cui 55 ipermercati, 191 supermercati, 202 negozi di prossimità e 30 discount.
Sebbene sia il mercato europeo con il minor numero di punti vendita, genera il 3,5% dei ricavi del Gruppo, con vendite lorde pari a 2.291 milioni di euro alla fine di settembre 2025, in crescita del 2% su base annua a parità di perimetro. Per mettere il dato in prospettiva, la Polonia, con 300 negozi in più, ha registrato un fatturato inferiore del 25%.
L’amministratore delegato del gruppo, Alexandre Bompard, ha sottolineato che “la vendita di Carrefour Romania conferma il buon andamento della revisione del portafoglio avviata nel 2025”. La società aveva già completato importanti operazioni nell’ultimo anno: l’acquisizione del 4,9% del capitale di Carrefour Brasile e la vendita della propria attività in Italia a NewPrinces Group per circa 1 miliardo di euro.
Le attività di Carrefour
Con queste decisioni, Carrefour concentra ora la propria attività in Francia, Brasile e Spagna, mercati che rappresentano oltre l’80% del fatturato. L’uscita dalla Romania e dall’Italia lascia il Gruppo francese con soli quattro mercati europei: Francia, Spagna, Belgio e Polonia.
In Spagna, Carrefour ha inoltre ridotto la propria esposizione, sebbene sul piano immobiliare, dopo aver venduto a dicembre quattro ipermercati al fondo statunitense Realty Income per 50 milioni di euro, portando a oltre 600 milioni le dismissioni dal 2021.
Il Gruppo francese ridimensiona le proprie dimensioni in un contesto complesso per il suo formato principale: gli ipermercati. In Francia, responsabili di quasi la metà dei ricavi locali e di un quarto del fatturato globale, le vendite sono diminuite dell’1,3% nei primi nove mesi del 2025, riflettendo la pressione su questo modello in declino.
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