Carburanti, quanto vale il taglio di 25 centesimi alle accise

Dal governo sconto per 20 giorni su benzina e diesel: effetti immediati sui prezzi, costo da 500 milioni e impatto limitato su inflazione e consumi

Carburanti, quanto vale il taglio di 25 centesimi alle accise© Photo by Sean Gallup/Getty Images

Il taglio delle accise sui carburanti si traduce in una riduzione immediata dei prezzi alla pompa, ma soprattutto in un intervento economico pensato per limitare gli effetti dei rincari energetici su famiglie e imprese. Il decreto introduce uno sconto di 25 centesimi al litro per 20 giorni, con un impatto diretto su benzina, diesel e Gpl.

La misura, approvata il 18 marzo dal Consiglio dei ministri, nasce in un contesto di forte tensione sui mercati petroliferi e punta a evitare che l’aumento dei costi energetici si trasferisca sui prezzi dei beni di consumo.

Taglio delle accise carburanti: gli effetti sui prezzi

La riduzione, considerando anche l’effetto dell’Iva, porta a un calo significativo dei prezzi: il diesel può scendere intorno a 1,9 euro al litro, mentre la benzina verso 1,65 euro. Anche il Gpl beneficia di un taglio di circa 12 centesimi al litro.

Dal punto di vista economico, il beneficio è immediato per consumatori e imprese, ma resta limitato nel tempo: lo sconto è infatti temporaneo e valido fino al 7 aprile, con effetti quindi contenuti sulla dinamica dell’inflazione.

Il valore economico dell’intervento

Il decreto mobilita circa 500 milioni di euro, destinati sia al taglio delle accise sia al sostegno delle attività produttive. In particolare, è previsto un credito d’imposta del 20% sul carburante per autotrasportatori, agricoltura e pesca, con l’obiettivo di contenere i costi logistici ed evitare rincari lungo la filiera.

Accanto al sostegno diretto, il provvedimento introduce un sistema di controllo più stringente: le compagnie petrolifere devono comunicare ogni giorno i prezzi, con sanzioni fino all’1 per mille del fatturato giornaliero in caso di violazioni.

Il carattere temporaneo resta il principale limite dell’intervento. La durata di 20 giorni riduce l’impatto strutturale e lascia aperto il rischio di un rialzo dei prezzi al termine dello sconto. La possibilità di proroghe dipenderà dall’andamento dei mercati energetici e dalla disponibilità di risorse pubbliche, in un contesto in cui il costo dell’operazione e l’incertezza internazionale rendono difficile immaginare interventi prolungati.

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