Carburanti, il governo cerca fondi per tagliare le accise

Tra decreto ministeriale e decreto legge, l’esecutivo prova a contenere il caro-pompa prima dell’esodo estivo di agosto

Carburanti, il governo cerca fondi per tagliare le accise© Photo by: Franco Origlia/ Getty Images

Il governo lavora a un nuovo taglio delle accise sui carburanti per frenare il caro-pompa prima dell’esodo di agosto. Il dossier è sul tavolo tra Palazzo Chigi e Ministero dell’Economia, con l’obiettivo di varare un intervento rapido, ma resta aperto il nodo delle coperture.

Per finanziare una riduzione temporanea servirebbero tra 130 e 140 milioni di euro, sufficienti a coprire circa otto-nove giorni di sconto. L’ipotesi principale è replicare uno schema differenziato: taglio più robusto sul diesel, fino a circa 24 centesimi al litro sul prezzo alla pompa, e più contenuto sulla benzina, intorno ai 6 centesimi.

L’ipotesi delle accise mobili

La priorità è il gasolio, che nelle ultime settimane è salito più della benzina. I prezzi medi self service hanno raggiunto 2,184 euro al litro per il diesel sulla rete ordinaria, mentre in autostrada si è arrivati a 2,255 euro. La benzina resta più bassa, ma comunque vicina alla soglia dei 2 euro.

Il governo punta a usare il meccanismo delle accise mobili, che consente di ridurre una parte del prelievo quando l’aumento dei prezzi genera maggiori entrate Iva. Il problema è che l’extragettito di giugno appare limitato e non basta da solo a finanziare uno sconto significativo.

Per questo si valuta una doppia strada: un decreto ministeriale per utilizzare le risorse già disponibili e un decreto legge per reperire la parte restante. Poi, nella prima settimana di agosto, potrebbe arrivare un secondo intervento finanziato con l’extragettito Iva di luglio, che dovrebbe essere più consistente per effetto dei forti rincari.

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