Carburanti, Eni e Ip sfidano il mercato con i prezzi calmierati

Eni parte da 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel. Ip applica il calmiere progressivamente, mentre Assopetroli teme distorsioni

Carburanti, Eni e Ip sfidano il mercato con i prezzi calmierati

Il tentativo di frenare il caro carburanti si allarga. Da oggi, lunedì 27 settembre 2026, Eni applica un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio in modalità self service, mentre Ip avvia progressivamente un proprio meccanismo di contenimento dei prezzi. La seconda iniziativa non prevede però un valore unico: Italiana Petroli, controllata dal Gruppo azero Socar, definirà i listini tenendo conto delle diverse condizioni della filiera.

L’intervento di Eni è previsto per 30 giorni, con la possibilità, indicata nei giorni scorsi, di un prolungamento fino alla fine dell’anno. Ip partirà dalle stazioni di proprietà per poi estendere progressivamente il meccanismo all’intera rete di 4.575 impianti a marchio Ip. Il Gruppo sta inoltre studiando come coinvolgere le stazioni Esso e gli altri operatori che acquistano carburante da Ip e lo distribuiscono con marchi differenti.

L’effetto sul mercato potrebbe essere rilevante: secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, Eni e Ip insieme gestiscono più di un terzo delle 21.750 stazioni di servizio italiane. Un ulteriore 20% fa capo a Q8 e Tamoil, che al momento non hanno annunciato misure analoghe, mentre il resto della rete è composto da operatori minori e distributori indipendenti.

Carburanti, manca un tetto unico

La differenza tra le due iniziative è sostanziale. Eni ha fissato due prezzi massimi precisi per il self service; Ip ha invece annunciato un limite variabile, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare la sostenibilità economica degli operatori della rete. Proprio l’assenza di una cifra ha spinto il Codacons a chiedere al Gruppo di indicare con esattezza l’entità della riduzione.

La mossa dei grandi Gruppi apre un problema competitivo per gli operatori indipendenti. Assopetroli, che rappresenta circa 12 mila distributori, sostiene che i prezzi praticati da Eni non siano replicabili da chi acquista il prodotto a condizioni differenti e teme effetti distorsivi sulla filiera. L’associazione ha convocato il proprio comitato di presidenza per valutare le conseguenze della misura e non esclude iniziative di tutela.

Le tensioni coinvolgono anche le categorie maggiormente esposte al costo del gasolio. Nei giorni scorsi gli autotrasportatori avevano minacciato una mobilitazione; ora anche Filt-Cgil e Uiltrasporti segnalano una situazione critica per i taxi e prospettano un fermo del servizio in assenza di risposte. Il prossimo passaggio già previsto è il tavolo dell’8 ottobre con raffinerie e compagnie petrolifere, chiamate a confrontarsi con il governo sull’andamento del mercato e della produzione.

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