“Byd ed economia non sono le giuste connessioni”. Alessandro Grosso, Country Manager Byd e Denza Italia, parte da qui per inquadrare il lancio del B-Suv Atto 2 DM-i. È una precisazione che arriva quasi come un avvertimento, perché il punto, nella lettura del manager, è che il marchio cinese non vuole essere raccontato come un costruttore che gioca la partita del prezzo. La chiave, semmai, è un’altra: “Byd è tecnologia applicata al valore”, cioè contenuti, dotazioni di serie, sicurezza ed efficienza messi a sistema in un’offerta che punta a posizionarsi più in alto di quanto si possa immaginare.
L’auto è stata presentata il 18 marzo nella nuova tech house di Byd a Milano, uno spazio pensato per ospitare eventi e formazione per la rete vendita, alla presenza, oltre che di Grosso, di Alfredo Altavilla, Special Advisor di Byd Europe, Daniele De Leonardis, direttore Marketing di Byd Italia ed Europa, e dell’Head of Product Davide Lanna. Il prodotto conta, naturalmente, ma il lancio è diventato anche l’occasione per raccontare una fase diversa del brand in Italia.
La strategia di Byd in Italia
Non a caso Grosso collega subito il modello al peso del segmento in cui va a inserirsi. Atto 2 DM-i entra infatti nell’arena dei B-Suv, una fascia che vale circa il 30% del mercato auto italiano e che, per chi ha ambizioni di scala, rappresenta un passaggio quasi obbligato. In questo quadro l’auto aggiunge qualche argomento concreto: fino a 20 km con un litro, autonomia complessiva che può arrivare a 1.000 km nel ciclo combinato Wltp, due versioni, Active e Boost, e il debutto del nuovo assistente vocale con AI. Non è un modello da leggere solo in chiave tecnica, ma qualche elemento serve a capire perché Byd lo consideri un tassello importante della propria offensiva.
Il tema centrale, però, resta il posizionamento. Grosso insiste sul fatto che Byd non sia “economica” nel senso più semplice del termine e osserva che, in diversi casi, il listino può anche essere superiore a quello di altri concorrenti orientali. La differenza, sostiene, sta in ciò che l’auto offre già di serie rispetto a quello che altri marchi lasciano agli optional. Da qui la sua idea di valore: comfort, sicurezza, guida assistita, efficienza nei consumi. È una distinzione che il manager marca con decisione, proprio per allontanare il marchio da una narrativa low cost che considera riduttiva.
Questo aiuta a leggere anche un altro passaggio, forse il più esplicito sul piano delle ambizioni. “I nostri concorrenti non sono i concorrenti emergenti, che stanno entrando in Italia. I nostri concorrenti sono concorrenti premium“, come Tesla e i brand premium tedeschi. Il segnale è chiaro: il brand non vuole essere collocato nel recinto dei nuovi entrant che giocano solo sulla convenienza.
I numeri, intanto, raccontano una crescita rapida. In 17 mesi, da quando si è insediato il nuovo management, Byd ha portato sulle strade italiane 50 mila vetture, mentre la rete ha superato i 100 punti vendita e punta a raggiungere quota 150 entro la fine del 2026. Sullo sfondo c’è anche il lavoro sull’assistenza, che il management continua a indicare come uno dei cardini della presenza nel Paese: consegna ricambi entro 24 ore sul territorio, entro 48 ore sulle isole, con livelli di disponibilità molto elevati.
Il fatto che Byd non sia più “un astro nascente”, ma una realtà affermata non riguarda solo i volumi, ma anche la visibilità del marchio e la sua capacità di entrare nel radar dei clienti italiani. In questo senso Grosso cita l’andamento delle ricerche online e dei contatti commerciali come indicatori di un buon stato di salute del brand.
La gamma Byd e i nuovi modelli in arrivo
Il lancio di Atto 2 DM-i si inserisce poi in una strategia di gamma già abbastanza definita. Byd continuerà a muoversi su due binari, elettrico e ibrido, ma è soprattutto sul secondo che il Gruppo si aspetta la spinta più rilevante nel breve e medio termine. “La gamma ibrida sarà il fattore trainante del 2026 ma anche del 2027”, afferma Grosso. Atto 2 DM-i arriva così in una famiglia che comprende già Seal U DM-i e Seal 6 DM-i, mentre all’orizzonte si profilano altri lanci in segmenti ad alto volume.
Intanto Atto 2 DM-i parte con un primo dato che il management considera incoraggiante: 10 mila ordini in presale prima del lancio effettivo, di cui 5 mila da clienti privati e partite Iva. È un segnale da verificare nel tempo, ma conferma che l’ingresso in un segmento di massa può dare a Byd una leva importante per consolidare la presenza in Italia.
In questo scenario si inserisce anche la lettura del Senior Adivsor di Byd Europe, Alfredo Altavilla, che allarga il quadro sul mercato automotive globale. Per il manager, un nuovo round di consolidamento dell’industria non è soltanto probabile, ma auspicabile. Il mercato globale, osserva, difficilmente tornerà sopra i 90 milioni di veicoli l’anno per un certo numero di anni, e questo rende la ricerca delle economie di scala una questione di sopravvivenza più che di semplice competitività. Da qui l’idea che nei prossimi cinque anni il settore sia destinato a un rimescolamento profondo. “Non so chi saranno gli attori e chi le vittime del consolidamento, so che noi non saremo una vittima”, dice Altavilla, aggiungendo però che, almeno per ora, la priorità di Byd resta completare l’apertura dei mercati nel mondo e diventare un costruttore cinese con una forte presenza locale nelle diverse geografie.
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Alessandro Grosso, Country Manager Byd & Denza - Italia











