Buy Now, Pay Later in crescita: spinta ai consumi e debito invisibile

Buy Now Pay Later in forte crescita in Italia: +220% rispetto al 2022© Shutterstock

Il Bnpl – acronimo che sta per Buy Now, Pay Later – sta vivendo una nuova ondata di adozione in Italia, ma con un effetto collaterale cruciale: il “debito invisibile”. Il rapporto Censis–Confcooperative evidenzia che la dilazione in quattro rate senza interessi, integrata nei checkout e nelle app, abbassa la percezione del debito e incentiva acquisti ricorrenti anche per spese quotidiane.

In un contesto di redditi reali compressi e inflazione persistente, diventa uno strumento di gestione della liquidità, ma rischia di frammentare gli impegni finanziari dei nuclei familiari, sfuggendo ai tradizionali presidi di pianificazione. Il risultato è che il ‘buy now, pay later’ raggiunge il 60,3% dei casi fra la fascia di spesa fino a 1.000 euro, contro il 45,7% del credito tradizionale. Il rischio, secondo Confcooperative, è l’accumulo silenzioso.

Un fenomeno in crescita a livello mondiale

Il quadro italiano del Buy Now, Pay Later si inserisce in una dinamica internazionale. Secondo una recente analisi della Federal Reserve di Richmond, pur a fronte di volumi transati consistenti, lo stock medio di debito “vivo” in un dato momento resta modesto rispetto al credito revolving: stimato intorno a 3 miliardi di dollari nel 2025 contro 1.230 miliardi di debito su carte negli USA.

Inoltre, i charge-off Bnpl monitorati dal Cfpb sono scesi dal 2,63% nel 2022 all’1,83% nel 2023, inferiori al tasso di charge-off delle carte nello stesso periodo. Tuttavia, le survey mostrano un aumento dei late payment. Nel 2025 il 41% degli utenti BNPL statunitensi dichiara almeno un ritardo, segnale di stress micro che non sempre si traduce in default ma che può erodere la resilienza finanziaria.

Bnpl, non solo beni durevoli

Anche gli investitori guardano ai possibili “punti ciechi”. Morgan Stanley rileva che l’uso del Bnpl si sta spostando da beni durevoli a spesa corrente (abbigliamento, generi alimentari), ampliando la platea ma potenzialmente mascherando segnali di tensione nei tradizionali score e nelle metriche di servizio del debito. La penetrazione cresce tra i giovani e i redditi medio-alti, spinta dall’esperienza d’uso fluida e dall’apparente assenza di interessi, mentre si moltiplicano gli sforzi per integrare i dati Bnpl nei sistemi informativi creditizi.

Per l’Italia, le implicazioni policy riecheggiano le raccomandazioni internazionali: trasparenza su costi e penali, valutazioni di affordability proporzionate anche per il pay-in-four, reporting (almeno sintetico) ai sistemi di informazione creditizia, educazione finanziaria focalizzata sulla gestione delle micro-rate.

Per famiglie e pmi, la bussola resta la visibilità complessiva degli impegni: consolidare le scadenze in un budget unico, limitare il numero di piani attivi e monitorare l’effetto cumulato su conto e buste paga. La crescita del Bnpl può sostenere consumi ed e-commerce, ma senza una corretta misurazione rischia di trasformare il sollievo di cassa di oggi in vulnerabilità domani.

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