Il Buy Now Pay Later (Bnpl), il sistema che consente di acquistare subito e pagare a rate, continua a diffondersi rapidamente anche in Italia. Tuttavia, insieme alla crescita emergono nuove preoccupazioni. È per questo che Bankitalia ha recentemente richiamato l’attenzione sui rischi di un possibile eccesso di indebitamento per i consumatori.
Negli ultimi anni, questa modalità di pagamento ha registrato un vero boom. Solo nel 2025 il Bnpl ha segnato una crescita significativa, trainata dalla digitalizzazione e dalla semplicità d’uso, diventando una delle soluzioni preferite soprattutto per piccoli acquisti online e nei negozi fisici.
Perché il Buy Now Pay Later ha tanto successo
Il successo del modello è legato alla sua accessibilità. Spesso non prevede interessi e consente di suddividere il pagamento in poche rate, rendendo più semplice affrontare anche spese immediate. Tuttavia, proprio questa facilità rappresenta il principale fattore di rischio.
Secondo Bankitalia, il pericolo più concreto del Buy Now Pay Later è il cosiddetto sovraindebitamento. La possibilità di effettuare acquisti ripetuti senza una percezione immediata del costo complessivo può portare i consumatori ad accumulare più rate contemporaneamente, rendendo difficile la gestione delle finanze personali.
Buy now pay later 2026, nuova norma Ue per i pagamenti a rate
Un ulteriore elemento critico riguarda la trasparenza. Il Bnpl, infatti, non è sempre soggetto a una regolamentazione uniforme e le tutele possono variare in base al tipo di contratto e all’operatore coinvolto. Questo può rendere meno chiaro per l’utente il livello reale di esposizione debitoria.
Il rischio, evidenziano gli esperti, è anche quello di sottovalutare l’indebitamento complessivo. Più operazioni del genere, se sommate, possono aumentare significativamente l’esposizione finanziaria senza che il consumatore ne abbia piena consapevolezza.
Nonostante queste criticità, il fenomeno continua a espandersi. In Italia, non a caso, i finanziamenti Buy Now Pay Later sono cresciuti del 28% nel primo semestre 2025, segno di una domanda in forte aumento.
Per questo motivo, l’Unione Europea sta lavorando a nuove regole che entreranno in vigore nel 2026, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e introdurre controlli più stringenti sulla capacità di rimborso dei consumatori.
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