La Cina ha chiuso i primi undici mesi del 2025 con un avanzo commerciale record di 1.076 miliardi di dollari, superando con un mese d’anticipo il livello raggiunto nel 2024 e segnando un nuovo primato assoluto. Solo a novembre, il saldo attivo è stato di 111,68 miliardi, frutto di un export cresciuto del 5,9% e di importazioni ferme al +1,9%.
La frenata delle spedizioni verso gli Stati Uniti, in calo del 28,6% a novembre su base annua, è stata ampiamente compensata da un aumento delle esportazioni verso altri mercati. In particolare, le vendite verso l’Unione europea sono cresciute del 14,8%, il tasso più alto dal luglio 2022. Bene anche i flussi verso l’Africa, l’America Latina e i Paesi dell’area Asean.
Il grande divario tra export e import sta però alimentando preoccupazioni, soprattutto in Europa. Il presidente francese Emmanuel Macron, di ritorno dalla sua visita in Cina, ha avvertito che gli squilibri stanno diventando insopportabili, e che l’Unione potrebbe valutare nuovi dazi.
Secondo quanto riportato da la Repubblica, al G7 Finanze, è stato presentato uno studio che sottolinea come le materie critiche – come cobalto, litio e terre rare – siano ormai tutte in mano cinese, mettendo in allarme anche il Mef.
Xi Jinping: più consumi interni, ma la transizione è lenta
Durante la riunione del Politburo della scorsa settimana, il presidente Xi Jinping ha ribadito la necessità di aumentare i consumi interni, definendoli “il motore principale” della nuova fase economica. L’obiettivo è creare “un mercato domestico più forte” e ridurre la dipendenza dalle esportazioni.
Ma la transizione si preannuncia difficile. La fiducia interna è bassa, frenata dal calo dei prezzi immobiliari e da un aumento della disoccupazione. Il settore immobiliare ha chiuso il mese di novembre con un nuovo calo delle vendite: secondo i dati della China Passenger Car Association, le immatricolazioni di auto sono diminuite del 18,1%, il secondo mese consecutivo di contrazione.
Disavanzo record per l’Italia: oltre 40 miliardi
Anche in Italia si fanno sentire gli effetti del boom dell’export cinese. Secondo quanto riportato in un articolo del Corriere della Sera di oggi, nei primi dieci mesi del 2025 il disavanzo commerciale con Pechino ha raggiunto i 40,6 miliardi di euro, con una stima che lo proietta a 45 miliardi entro fine anno. Il flusso di prodotti cinesi continua a crescere, nonostante il rafforzamento dello yuan degli ultimi mesi.
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