Cina, boom dell’export: nel 2025 surplus record a 1.200 miliardi

L’export verso Europa, Africa e Sud-Est asiatico compensa il crollo negli USA. Bruxelles studia contromisure per riequilibrare il commercio

Cina, boom dell’export: nel 2025 surplus record a 1.200 miliardi© Shutterstock

Nel 2025 la Cina ha segnato un nuovo record nella sua bilancia commerciale, registrando un surplus di 1.189 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai 993 miliardi dell’anno precedente. Un risultato che conferma la centralità dell’export nell’economia del Dragone, nonostante le continue pressioni commerciali provenienti dagli Stati Uniti e un quadro geopolitico instabile.

L’aumento del surplus è il frutto combinato di un’espansione delle esportazioni del 5,5% e di importazioni sostanzialmente stabili. Solo nel mese di dicembre, il surplus ha toccato i 114,1 miliardi, segnando il settimo mese consecutivo sopra i 100 miliardi. Un dato reso ancora più rilevante dal fatto che il commercio con gli Stati Uniti è in netta contrazione: nel 2025, le esportazioni verso il mercato americano sono crollate del 20%, con un calo del 30% solo a dicembre.

A compensare questa perdita è stato l’aumento delle vendite in altre aree del mondo. Le esportazioni verso l’Unione europea sono cresciute dell’8,4%, quelle verso i Paesi dell’Asean del 13,4% e verso l’Africa del 25,8%. Anche a dicembre, le esportazioni hanno mostrato dinamismo, crescendo del 6,6% su base annua, contro previsioni ferme al 3%.

LaCina ha saputo reagire alla chiusura del mercato americano dirottando parte della produzione verso Paesi alternativi, sfruttando anche una rete capillare di porti internazionali – oltre un centinaio – che le consente una flessibilità logistica fuori portata per molti concorrenti.

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Tensioni con Bruxelles e misure allo studio

Tuttavia, questo surplus da primato inizia a generare forti tensioni, in particolare in Europa, dove le istituzioni temono l’effetto di un afflusso massiccio di merci cinesi a basso costo. La preoccupazione è che l’industria europea, ancora fortemente manifatturiera, risenta di una concorrenza squilibrata, con ripercussioni sulle filiere produttive e s

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