Il debito pubblico torna a scendere a luglio, dopo il forte incremento registrato nel mese precedente: secondo i dati diffusi dalla Bankitalia nella pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, si è attestato a 3.205,8 miliardi di euro, in diminuzione di 1,5 miliardi rispetto a giugno.
Il calo è principalmente legato all’avanzo di cassa, pari a 16,1 miliardi di euro. L’effetto positivo è stato però in parte compensato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, cresciute di 14 miliardi fino a raggiungere quota 75,7 miliardi. Hanno inoltre inciso per circa 500 milioni gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso dei titoli, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio.
La composizione del debito
La riduzione del debito pubblico di luglio riguarda soprattutto le Amministrazioni centrali, che hanno visto una diminuzione di 1,1 miliardi, e le Amministrazioni locali, scese di 0,3 miliardi di euro. Il debito degli enti di previdenza è invece rimasto sostanzialmente invariato. La vita media residua del debito pubblico è rimasta stabile a 7,9 anni, un elemento che contribuisce a contenere l’esposizione alle variazioni dei tassi nel breve periodo.
Continua inoltre a ridursi la quota del debito detenuta direttamente da Bankitalia, scesa al 16,6%, dal 16,7% di giugno. Per quanto riguarda la distribuzione tra i detentori, l’ultimo dato disponibile, relativo a giugno, evidenzia una crescita della quota in mano ai non residenti, salita al 36,1%, mentre quella degli altri residenti, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, è arrivata al 14,6%.
Entrate tributarie in crescita
Sul fronte delle entrate, a luglio quelle tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato hanno raggiunto 73,5 miliardi di euro, con un incremento del 7,5%, pari a 5,2 miliardi, rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita è stata influenzata anche da un versamento una tantum relativo a un’imposta sostitutiva sulle riserve indisponibili delle banche.
Nei primi sette mesi dell’anno le entrate tributarie hanno raggiunto 334,4 miliardi, segnando un aumento del 2,7%, pari a 8,8 miliardi, rispetto allo stesso periodo del 2025.
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