Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore gli aumenti dei pedaggi autostradali su buona parte della rete nazionale. L’adeguamento medio sarà pari all’1,5%, con punte dell’1,92% su alcune tratte. Gli aumenti sono stati calcolati in base all’inflazione programmata per il 2026 e riguarderanno le concessionarie che si trovano in attesa dell’approvazione dei nuovi piani economico-finanziari (Pef).
Come riportato oggi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, l’aumento più elevato si applicherà alla tratta Salerno-Pompei-Napoli, mentre l’Autostrada del Brennero applicherà una variazione contenuta pari all’1,46%, in attesa del completamento della procedura di gara per il nuovo affidamento.
Gli adeguamenti del 1° gennaio interesseranno le tratte gestite da Autostrade per l’Italia, Milano Serravalle, Brescia-Padova, Autovia Padana, Cav, Satap, Salt, Siciliane, Brebemi, Tangenziale esterna di Milano, Tangenziale di Napoli, Rav, Sav, Sitaf, Fiori A6, Asti-Cuneo e Pedemontana Lombarda.
Secondo il quotidiano la Repubblica, non è previsto alcun aumento per alcune società in regime regolatorio: si tratta delle tratte in concessione a Concessioni del Tirreno (A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza (A5 e A21) e Strada dei Parchi (A24 e A25).
La sentenza della Corte Costituzionale
Alla base degli adeguamenti c’è la sentenza n. 147 della Corte Costituzionale, depositata il 14 ottobre 2025, che ha sbloccato i rincari congelati dal 2020. La Corte ha dichiarato incostituzionali le norme che, tra il 2020 e il 2023, avevano rinviato gli aggiornamenti tariffari in attesa della ridefinizione dei Pef. Il blocco, secondo i giudici, violava la libertà d’impresa e comprometteva l’equilibrio dei rapporti tra Stato e concessionari.
Sulla base di questa decisione, l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha determinato l’adeguamento tariffario per il 2026, fissandolo all’1,5%, come previsto dai parametri dell’inflazione programmata.
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