Svolta per l’automotive europeo: l’Unione Europea ha ammorbidito il divieto di vendita dei motori a combustione previsto per il 2035. Non ci saranno nuove date né un obiettivo del 100%: al suo posto, una riduzione del 90% delle emissioni di CO₂ per le nuove immatricolazioni. Anche per il 2040 viene meno il tetto massimo.
La modifica arriva dalla Germania, ed è stata anticipata dalla Bild. A spingere per il cambiamento, una lettera congiunta firmata da Friedrich Merz, Giorgia Meloni e Donald Tusk, che ha accelerato l’intesa a Bruxelles. Il capogruppo del Ppe Manfred Weber, vicino alla presidente Ursula von der Leyen, ha confermato l’accordo: “Tutti i motori attualmente prodotti in Germania potranno continuare a essere costruiti e venduti”.
Le ibride sopravvivono, Parigi apre alla flessibilità
La nuova linea consente anche di salvare le auto ibride plug-in, almeno per cinque anni oltre il 2035. La Francia, che inizialmente si era opposta, ha aperto a questa possibilità, chiedendo però che i veicoli abbiano almeno il 75% di componenti prodotti in Europa.
In una lettera indirizzata alla Commissione, cinque ministri francesi parlano di “flessibilità climatiche” e chiedono che il regolamento diventi uno strumento di sovranità industriale, per proteggere la filiera europea e l’occupazione.
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