Auto, la Cina supera il Giappone e diventa leader globale

Con 27 milioni di veicoli tra mercato interno ed export, i costruttori cinesi sorpassano i gruppi giapponesi dopo oltre vent’anni

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A fine 2025 l’industria automobilistica mondiale registra un cambio di leadership che va oltre il semplice confronto tra volumi e assume un valore strutturale per l’intero sistema economico globale. Per la prima volta la Cina supera il Giappone e diventa il primo Paese al mondo per produzione e vendite complessive di veicoli, chiudendo un ciclo durato oltre vent’anni e aprendo una nuova fase in cui Pechino si impone come baricentro dell’automotive internazionale.

Il dato chiave è quello stimato da Nikkei China, sulla base di informazioni di settore aggiornate a novembre 2025. La Cina è attesa a fine anno a quota 27 milioni di veicoli tra mercato interno ed esportazioni, con una crescita di circa il 17% rispetto all’anno precedente. Il Giappone, che aveva mantenuto la leadership globale per due decenni, dovrebbe fermarsi sotto i 25 milioni di unità. Un sorpasso netto, che appare ancora più significativo se si considera che nel 2022 Tokyo poteva contare su un vantaggio di circa otto milioni di veicoli rispetto ai produttori cinesi.

Il conteggio comprende autovetture e veicoli commerciali e fotografa un sistema industriale ormai maturo. Il mercato interno resta il pilastro della crescita: circa il 70% delle vendite dei costruttori cinesi avviene in patria e vede una netta prevalenza dei marchi nazionali. All’interno di questo bacino, veicoli elettrici a batteria e ibridi plug-in rappresentano quasi il 60% delle immatricolazioni, un livello che non ha eguali tra le grandi economie industriali. Nel corso del 2025 gruppi come BYD e Geely sono entrati stabilmente nella top ten mondiale per volumi, mentre Chery si è affermata come uno dei principali esportatori, con una crescita sostenuta delle vendite all’estero.

Accanto alla forza del mercato domestico, l’altro motore del sorpasso è l’export. Secondo CarNewsChina, le esportazioni di veicoli cinesi hanno continuato ad aumentare nel 2025, con una penetrazione sempre più marcata nel Sud-est asiatico, area tradizionalmente presidiata dai costruttori giapponesi. In questa regione si stimano circa 500.000 veicoli cinesi venduti nell’anno. In Europa, nonostante l’introduzione di dazi sulle importazioni di auto elettriche, i marchi cinesi dovrebbero raggiungere circa 2,3 milioni di unità vendute, anche grazie al peso dei modelli ibridi plug-in, esclusi dalle misure tariffarie più severe.

La crescita è però accompagnata da una forte pressione competitiva interna. L’elevata capacità produttiva ha alimentato una guerra dei prezzi, soprattutto nel segmento dei New Energy Vehicles, dove la fascia tra 100.000 e 150.000 yuan è la più dinamica. Proprio questa competizione ha spinto i gruppi cinesi a rafforzare le strategie di espansione internazionale, trasformando l’export in una leva strutturale e non più accessoria.

Il cambio di leadership si riflette anche nella partita dell’elettrico. Come riportato dal quotidiano economico francese Les Echos, Byd è ormai ben posizionata per diventare nel 2025 il primo costruttore mondiale di auto 100% elettriche. A fine novembre il gruppo di Shenzhen aveva già superato i 2,06 milioni di veicoli elettrici venduti, mentre Tesla si era fermata a poco più di 1,2 milioni a fine settembre. Un dato che rafforza ulteriormente il peso della Cina nel nuovo equilibrio globale dell’auto.

Per i business leader, il sorpasso sul Giappone segna un punto di non ritorno. La Cina non è più solo il più grande mercato automobilistico del mondo, ma anche il principale produttore e uno degli attori più aggressivi sul piano tecnologico e industriale. Un cambiamento che ridefinisce catene del valore, strategie di investimento e rapporti di forza in un settore chiave dell’economia globale.

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