Auto aziendali: tasse più alte del 50% sui vecchi diesel e benzina

Auto aziendali: tasse più alte del 50% sui vecchi diesel e benzina© Shutterstock

Il Governo si prepara a introdurre importanti novità fiscali per le auto aziendali attraverso il decreto correttivo della delega fiscale, atteso in Consiglio dei ministri. La misura più significativa, secondo quanto pubblicato in un articolo de Il Sole 24 Ore di giovedì 4 giugno, riguarda l’aumento del 50% della tassazione applicata alle auto diesel e benzina presenti nei parchi aziendali da oltre cinque anni.

L’obiettivo dichiarato è favorire il rinnovo delle flotte e ridurre l’utilizzo di veicoli considerati più inquinanti. L’intervento punta, infatti, a incentivare le imprese a sostituire le auto con maggiore frequenza, orientando il turnover verso un ciclo di circa quattro anni.

Fringe benefit: novità per optional e assegnazioni

Tra le modifiche previste dal decreto sulle auto aziendali spicca anche una revisione delle regole relative ai fringe benefit delle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti. In particolare, viene affrontata la questione degli optional non inclusi nelle tabelle Aci.

Fino a oggi, l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate poteva comportare un incremento del valore imponibile del veicolo in presenza di dotazioni aggiuntive. Con il nuovo correttivo, invece, il valore del fringe benefit sarà aumentato in modo forfettario del 5%, semplificando il calcolo e garantendo maggiore certezza alle aziende.

Importanti chiarimenti arrivano anche sul regime transitorio per le vetture ordinate nel 2024 e assegnate ai dipendenti nel corso del 2025. La modifica elimina definitivamente il rischio che tali veicoli possano essere tassati secondo il criterio del valore normale dopo il 30 giugno 2025. Inoltre, vengono evitate possibili penalizzazioni fiscali per le imprese che riassegnano a un nuovo dipendente un’auto già utilizzata da un altro lavoratore.

Le altre misure del decreto Omnibus

Il decreto contiene anche numerosi interventi in ambito fiscale. Tra questi figurano nuove regole sulla tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di crediti d’imposta da parte dei professionisti, la possibilità di pagamento anticipato delle imposte su trust e vincoli di destinazione, modifiche alla cooperative compliance e un aumento dall’11% al 20% della ritenuta sui dividendi destinati ai fondi pensione europei.

Prevista infine maggiore flessibilità per l’esercizio del diritto alla detrazione Iva, che potrà essere effettuato entro il secondo anno, offrendo più tempo alle imprese in caso di ricezione tardiva delle fatture.

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