Attraverso il decreto emanato dal Ministero dell’Economia e da quello del Lavoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a fine novembre scorso, l’assegno unico 2026 subirà delle modifiche importanti. Infatti, è stato fissato l’adeguamento automatico degli importi previdenziali e assistenziali per l’anno che sta per iniziare.
Si tratta di un sostegno economico per le famiglie che hanno figli a carico. Viene corrisposto fino al compimento dei 21 anni (se vengono rispettate determinate condizioni) e senza limiti di età per i diversamente abili. L’importo varia a seconda della condizione economica del nucleo familiare, che viene stabilita in base all’Isee, all’età e al numero dei figli e a eventuali disabilità.
Come cambia l’assegno unico 2026
L’Assegno unico e universale per i figli a carico, nel 2026 ma è stato sempre così, può essere richiesto da tutti: dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. Basta essere cittadini italiani o comunitari, oppure titolari del diritto di soggiorno. Inoltre, si devono pagare le tasse, avere la residenza e il domicilio in Italia.
L’aggiornamento degli importi avviene attraverso l’indice Foi, acronimo che sta per Famiglie di operai e impiegati, che misura l’andamento dell’inflazione. Il valore stabilito per il prossimo anno è pari all’1,4%, superiore alla percentuale applicata nel 2025, che era stata dello 0,8%.
Non cambia solo l’importo mensile, ma anche le soglie Isee. Nel 2026 la prima classe reddituale si estenderà fino a 17.468,51 euro, mentre nel 2025 il limite massimo era fermo a 17.227,33 euro. Il tetto oltre il quale cui è riconosciuto il minimo salirà a 46.582,71 euro.
Come vengono calcolati i supplementi
Inoltre, alcuni supplementi dell’assegno unico restano uguali per tutti, indipendentemente dal reddito. Per i figli non autosufficienti sono previsti 122,3 euro al mese; per quelli con disabilità grave 110,6 euro; chi ha una disabilità media percepisce 99,1 euro e chi ha una madre under 21: 23,3 euro in più.
Altre integrazioni, invece, variano in base al reddito: per i figli successivi al secondo si riceve fino a 99,1 euro nella fascia più bassa, poco più di 17 euro nell’ultima. Per il secondo percettore di reddito, fino a 34,9 euro nelle famiglie con Isee più contenuto, con importi progressivamente ridotti nelle fasce superiori.
Quando si percepiranno i nuovi importi dell’assegno unico
L’aumento dell’assegno unico 2026 si vedrà sul proprio conto corrente a partire da febbraio. Gli eventuali arretrati di gennaio verranno recuperati in seguito, in genere a partire dal mese di marzo. Tuttavia, si dovrà trasmettere la nuova DSU. Senza aggiornamento, da marzo 2026 l’Inps manderà automaticamente il valore minimo previsto dalla normativa, che corrisponde a circa 58 euro.
Invece, presentando l’Isee aggiornato entro il 28 febbraio 2026, anche il pagamento di marzo sarà adeguato alla fascia corretta. Se si presenta dopo il 30 giugno si perde la possibilità di recuperare interamente gli arretrati. Chi aggiorna l’Isee dopo febbraio ma entro giugno, si otterranno i conguagli retroattivi a partire da marzo.
La DSU potrà essere inviata in modalità precompilata, ma è disponibile una versione “mini” del modello, accessibile dall’app Inps Mobile o dall’apposito portale online, che consente l’invio rapido della dichiarazione direttamente dallo smartphone.
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