Prende forma una possibile configurazione per la vendita del 15% di Armani prevista dal testamento di Giorgio Armani. Dopo l’apertura dell’amministratore delegato Giuseppe Marsocci alla possibilità di distribuire la partecipazione tra più investitori, emergono ora indicazioni più precise: Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica avrebbero manifestato informalmente disponibilità a investire con quote intorno al 5% ciascuna.
Nessuno dei tre Gruppi, secondo quanto riportato questa mattina dal Corriere della Sera, sarebbe quindi orientato a rilevare da solo l’intero 15%. Lo schema consentirebbe alla maison di mantenere aperte più opzioni per la successiva evoluzione dell’azionariato, prevista dal testamento tra il 2028 e il 2030.
Diverse strategie
Le posizioni dei potenziali soci non sarebbero però identiche. Lvmh sarebbe pronta a valutare il dossier anche nella prospettiva di un futuro ruolo più rilevante nel capitale. EssilorLuxottica, storico partner di Armani nell’occhialeria, sarebbe invece disponibile a rilevare una quota intorno al 5% per poi eventualmente rimetterla a disposizione della famiglia in caso di successiva cessione della maggioranza o quotazione.
Il processo resta comunque in una fase preliminare. Secondo il quotidiano la Repubblica la due diligence non è ancora partita e che i tempi inizialmente previsti potrebbero allungarsi. Il testamento indica la cessione della prima quota entro 18 mesi dalla scomparsa del fondatore, ma Leo Dell’Orco ha già aperto alla possibilità di uno slittamento.
Il valore del Gruppo Giorgio Armani
Sul tavolo rimane anche la valutazione della società, tema che Marsocci aveva indicato come decisivo per arrivare a un accordo. Armani ha registrato nel 2025 2,2 miliardi di euro di fatturato diretto; includendo i licenziatari, il giro d’affari sale a circa 4 miliardi, mentre il valore dei prodotti venduti al pubblico supera i 6 miliardi. La liquidità disponibile sarebbe inoltre nell’ordine dei 500 milioni.
Il contesto di mercato potrebbe incidere sui tempi. Nei primi mesi dell’anno i ricavi del gruppo sono diminuiti del 7,5%, calo che si riduce al 3,9% a cambi costanti, mentre diversi progetti già avviati produrranno effetti economici soltanto nei prossimi mesi.
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