Armani, l’a.d. Marsocci apre a più soci per la cessione del 15%

Nessuna decisione è stata ancora presa. Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica restano tra i possibili partner indicati dal fondatore

Armani, l'a.d. Marsocci apre a più soci per la cessione del 15%Un momento della sfilata di Giorgio Armani alla Milano Fashion Week di settembre© Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

La quota del 15% di Armani previsto dal testamento di Giorgio Armani potrebbe essere ceduto anche a più investitori, e non necessariamente a un unico partner. A chiarirlo è stato l’amministratore delegato Giuseppe Marsocci, che a margine della sfilata Giorgio Armani alla Fashion Week di Milano ha escluso che la struttura dell’operazione sia già definita.

«È possibile, perché non c’è scritto sulla pietra che debba essere uno», ha spiegato Marsocci. Il testamento indica Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica, insieme ad altri operatori dello stesso livello, come potenziali interlocutori per la cessione. Non si tratta però di acquirenti già selezionati e, alla domanda su una possibile preferenza tra i tre gruppi, il Ceo ha risposto: «No, assolutamente», precisando che una decisione deve ancora essere presa.

La possibilità di suddividere la partecipazione tra più soggetti amplia quindi le configurazioni possibili dell’operazione e potrebbe distribuire il peso della quota tra diversi investitori. Restano però ancora da definire acquirenti, percentuali e condizioni economiche, compreso il valore a cui avverrà la transazione.

Armani, il testamento lascia aperta la scelta dei partner

Il testamento dispone la vendita di una prima quota del 15% entro 18 mesi dalla scomparsa del fondatore. Marsocci ha ribadito che il gruppo sta rispettando le tempistiche previste e che i contatti con i tre gruppi indicati proseguono anche perché si tratta di interlocutori già legati ad Armani da rapporti industriali o commerciali.

«Leggendo il testamento c’è scritto player di quel livello, cioè devono essere tendenzialmente partner che già lavorano con noi, e aziende di un certo peso», ha spiegato il manager. Sulle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi, Marsocci ha invece mantenuto una linea prudente, osservando che le ipotesi emerse sono numerose e che il gruppo non intende intervenire su ogni ricostruzione.

Il testamento prevede inoltre che tra il 2028 e il 2030 Armani possa procedere alla quotazione oppure cedere una partecipazione compresa tra il 30% e il 54,9% allo stesso partner coinvolto nella prima operazione. Marsocci ha comunque sottolineato che il rispetto delle indicazioni testamentarie non elimina la necessità di raggiungere un’intesa sulle condizioni dell’operazione: «Ci vuole un accordo sul valore, sui dettagli, che ovviamente fa la differenza».

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