Armani, EssilorLuxottica e L’Oréal in pole per il 15%

I primi incontri sono attesi a breve. EssilorLuxottica valuterebbe il 5-7%, mentre L’Oréal potrebbe coprire la quota restante entro marzo 2027

Silvana Armani e Leo Dell'Orco in occasione delle sfilate di Milano per la collezione Uomo Primavera-Estate 2027Photo by Justin Shin/Getty Images

Armani accelera sulla ricerca di nuovi azionisti con l’obiettivo di definire il nuovo assetto proprietario entro marzo 2027, la scadenza indicata nel testamento di Giorgio Armani. I primi incontri con i potenziali investitori dovrebbero partire a breve. Secondo quanto ricostruito oggi sul Corriere della Sera, EssilorLuxottica e L’Oréal sarebbero in pole per rilevare complessivamente il 15% di Giorgio Armani.

Il Gruppo guidato da Francesco Milleri valuterebbe una partecipazione compresa tra il 5 e il 7%, mentre il colosso francese della cosmetica potrebbe coprire la parte restante. Più defilata, almeno in questa fase, la posizione di Lvmh, terzo nome indicato dal fondatore tra i possibili investitori di minoranza.

Le licenze rafforzano EssilorLuxottica e L’Oréal

Per entrambi i Gruppi il dossier si innesta su rapporti industriali già consolidati. EssilorLuxottica produce gli occhiali Giorgio Armani attraverso una licenza rinnovata nel 2022 fino al 2037, che vale circa 500 milioni di euro di ricavi annui.

Ancora più esteso il rapporto con L’Oréal, attivo dal 1988 e prolungato fino al 2050 per beauty e profumi. La licenza contribuisce per circa 1,3 miliardi di euro di fatturato netto ai conti del Gruppo francese, valore che raddoppia considerando i prezzi al pubblico.

Quale valutazione per il Gruppo Armani?

I primi confronti con i potenziali soci serviranno anche a definire una valutazione della maison. Nel 2025 il fatturato diretto di Armani è stato pari a 2,2 miliardi di euro; includendo i licenziatari, il giro d’affari arriva a circa 4 miliardi, mentre il valore dei prodotti venduti al pubblico supera i 6 miliardi. Il capitale è oggi controllato al 100% dalla Fondazione Armani, mentre agli eredi spetta l’usufrutto sul 90% delle azioni. La definizione dei nuovi ingressi dovrà quindi inserirsi in un assetto costruito per mantenere un ruolo centrale alla Fondazione e accompagnare il passaggio proprietario previsto dal fondatore.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata