Ania rilancia su casa, pensioni e risparmio

Il settore assicurativo chiede meno prelievi e più partnership: premi a 182 miliardi e focus su coperture catastrofali e previdenza

Ania rilancia su casa, pensioni e risparmioIl presidente di Ania, Giovanni Liverani

Le assicurazioni chiedono di essere considerate una infrastruttura economica del Paese, non un serbatoio fiscale da cui attingere nei momenti di difficoltà dei conti pubblici. È il messaggio lanciato dal presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, all’assemblea annuale dell’associazione, in un passaggio politico ed economico segnato da instabilità geopolitica, cambiamenti climatici, trasformazioni demografiche e necessità di mobilitare risparmio privato verso la crescita.

Il comparto rivendica numeri di peso: 182 miliardi di euro di raccolta premi, in aumento del 7,8%, un Solvency ratio al 274%, oltre 1.000 miliardi di investimenti attivi e circa 300 mila occupati nella filiera. Nell’ultimo anno le compagnie hanno erogato 42 miliardi di euro tra risarcimenti danni e polizze vita, oltre a 93 miliardi sotto forma di rendite, riscatti e altre prestazioni nell’ambito delle gestioni finanziarie Vita.

Per Liverani, l’assicurazione non è «un costo forzoso o una tassa sulla paura», ma «uno scudo di protezione contro le avversità» e una leva di finanziamento dell’economia reale. Da qui la richiesta al governo di aprire una stagione di progetti comuni su previdenza, infrastrutture, transizione energetica, digitale, sanità, residenze per anziani e intelligenza artificiale.

Polizze casa, la proposta Ania sulle coperture catastrofali

Il primo terreno di confronto riguarda le polizze catastrofali. La diffusione delle coperture resta molto bassa: solo il 15% delle imprese e appena il 7% delle abitazioni risultano assicurati contro gli eventi naturali estremi. Per l’Ania questo divario di protezione è incompatibile con l’esposizione del patrimonio immobiliare italiano a rischi come alluvioni, frane, terremoti ed erosione costiera.

Liverani propone di estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura alle residenze private, almeno a quelle che negli ultimi anni hanno beneficiato di incentivi fiscali o contributi per le ristrutturazioni edilizie. Il ragionamento del presidente dell’associazione è netto: sarebbe «assurdo» che lo Stato, in caso di sisma o alluvione, dovesse risarcire chi ha già ricevuto un sostegno rilevante dalla finanza pubblica.

Sul punto è arrivata un’apertura dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui, dopo l’avvio dalle imprese, bisogna diffondere progressivamente l’importanza della protezione anche tra le famiglie. Il governo, ha spiegato, è pronto ad accompagnare il mercato, se necessario anche attraverso il sistema di riassicurazione di Sace. Anche il ministro Adolfo Urso ha indicato la possibilità di aggiungere nuovi tasselli alla normativa, partendo da chi ha utilizzato il sisma bonus.

Resta aperto anche il tema tecnico del preventivatore per le polizze catastrofali. Il presidente dell’Ivass, Paolo Angelini, ha spiegato che l’autorità sta lavorando con le strutture ministeriali per rendere operativo il comparatore, ma ha definito l’obiettivo sfidante e ha chiesto la collaborazione delle compagnie.

Previdenza integrativa, bonus per i diciottenni

L’altro capitolo centrale è la previdenza complementare. Il comparto Vita gestisce oltre 835 miliardi di euro, ma la previdenza integrativa resta poco diffusa rispetto alle esigenze poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla riduzione della platea dei lavoratori attivi.

La proposta dell’Ania è introdurre un “bonus di ingresso” per ragazze e ragazzi che compiono 18 anni: una somma, anche simbolica, erogata dallo Stato e vincolata all’investimento in un fondo pensione o in una polizza previdenziale. L’obiettivo è avvicinare i giovani alla costruzione di una pensione integrativa fin dall’ingresso nell’età adulta.

L’associazione chiede inoltre di rafforzare gli incentivi fiscali, tutelare la piena portabilità delle posizioni individuali e favorire le rendite rispetto ai riscatti in capitale, così da ridurre il rischio di povertà previdenziale futura. Giorgetti ha riconosciuto che la riforma della previdenza complementare è pienamente operativa, ma l’ha definita un punto di partenza.

Investimenti Ania, il nodo del rapporto con il governo

Il confronto con l’esecutivo si concentra anche sul contributo delle compagnie alla crescita. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha richiamato la necessità di utilizzare i quasi 2.000 miliardi di euro di risparmio privato dormiente per sostenere investimenti nel Paese, dalle infrastrutture al piano casa fino all’intelligenza artificiale. Tajani si è detto contrario ai prelievi forzati, ma ha sostenuto la necessità di coinvolgere le imprese che raccolgono il risparmio degli italiani.

Liverani, dal canto suo, ha messo in guardia da nuove tassazioni retroattive, prelievi anomali o contributi straordinari in legge di bilancio. Le compagnie, ha ricordato, versano oltre 13,6 miliardi di euro tra imposte, tributi sui premi, contributi al Servizio sanitario nazionale e anticipazioni fiscali. Considerarle un giacimento di risorse, è il senso del messaggio, rischierebbe di ridurne la capacità di investire nell’economia italiana e di sostenere il debito pubblico.

Come ricordato oggi dal quotidiano La Stampa, le compagnie gestiscono 405 miliardi di euro destinati all’economia italiana, compresi 235 miliardi investiti in titoli di Stato, mentre la componente sostenibile raggiunge 203 miliardi tra fondi Esg e strumenti obbligazionari green, social e sustainability. Numeri che spiegano perché il settore rivendichi un ruolo da investitore istituzionale di lungo periodo.

Il ministro Giorgetti ha però ricordato che le assicurazioni beneficiano anche del miglioramento della solidità finanziaria del Paese, con la riduzione dello spread e il rafforzamento dei conti pubblici. E ha osservato che, nel 2025, gli investimenti in titoli di Stato italiani si sono ridotti sia in percentuale sia in valore assoluto.

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