Amazon taglia 16 mila posti nel mondo, coinvolta anche l’Italia

L’azienda punta a una riorganizzazione snella e investe 100 miliardi in Ai. A Milano, a rischio un centinaio tra ingegneri e manager

Amazon taglia 16mila posti nel mondo, coinvolta anche l’Italia

Amazon annuncia una nuova massiccia ondata di licenziamenti: 16.000 posti tagliati a livello globale, che si sommano ai 14.000 esuberi dello scorso ottobre, per un totale di 30.000 posizioni eliminate nel giro di tre mesi. L’obiettivo è quello di rendere l’organizzazione più snella ed efficiente, in linea con una strategia che punta su intelligenza artificiale e automazione.

La riorganizzazione è stata confermata in una nota ufficiale di Beth Galetti, vicepresidente senior del Gruppo, che ha illustrato ai dipendenti l’ampiezza del piano: «Le riduzioni che stiamo facendo oggi avranno un impatto su circa 16.000 ruoli in Amazon», si legge nel suo messaggio. L’azienda prevede di offrire 90 giorni di tempo ai dipendenti statunitensi per cercare una nuova posizione interna. In caso contrario, sono previste indennità di uscita, servizi di ricollocamento e benefit sanitari, dove applicabili. Le tempistiche e le modalità varieranno negli altri Paesi in base alle normative locali.

Galetti ha precisato che non si tratta dell’inizio di un ciclo ricorrente di tagli: «Non è nei nostri piani annunciare riduzioni ogni pochi mesi», ma ogni team continuerà a valutare velocità, responsabilità e capacità di innovazione, adeguandosi ai cambiamenti.

Il piano rientra nella strategia del Ceo Andy Jassy che, come riportato in un articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, punta a trasformare Amazon in «la più grande startup del mondo». Per farlo, il gruppo ha annunciato un investimento di oltre 100 miliardi di dollari nel 2025 in intelligenza artificiale e cloud computing. La logica è chiara: ridurre i livelli decisionali, eliminare la burocrazia, aumentare la responsabilità individuale e destinare le risorse liberate allo sviluppo tecnologico.

Italia: a rischio 100 lavoratori a Milano

Anche l’Italia è coinvolta nella riorganizzazione. Secondo quanto riportatp da La Stampa, un centinaio di dipendenti a Milano – tra ingegneri, manager, professionisti del marketing e figure legate ad Amazon Web Services – sarebbero interessati dai tagli. Il meccanismo prevede colloqui individuali con consegna di un documento chiamato Pivot, che valuta la distanza dagli obiettivi.

I lavoratori possono scegliere tra una buonuscita rafforzata o il tentativo di ricollocazione interna. Il sindacato Slc-Cgil ha espresso preoccupazione per le pressioni esercitate, lamentando una mancanza di trasparenza sulle tempistiche.

Stop ai negozi Fresh e Go, spazio a Whole Foods

Nel frattempo, Amazon ha annunciato anche la chiusura di tutti i negozi Amazon Fresh e Amazon Go. Il gruppo intende ora concentrarsi sul marchio Whole Foods Market, acquisito nel 2017, che ha superato i 550 punti vendita con una crescita delle vendite oltre il 40%. Alcuni degli 57 Fresh e 15 Go chiusi saranno convertiti in store Whole Foods, parte di un nuovo formato supersized che punta a integrare generi alimentari e articoli per la casa.

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