Non una vicenda isolata, ma un nuovo filone all’interno della maxi indagine milanese su Amazon. La Procura di Milano ha contesta alla multinazionale del settore e-commerce una presunta evasione fiscale da centinaia di milioni di euro tra il 2019 e il 2024, ipotizzando l’esistenza di una “stabile organizzazione occulta” in Italia.
Le perquisizioni della Guardia di Finanza di Monza hanno riguardato gli uffici milanesi della multinazionale, alcune abitazioni di manager non indagati e la sede di Kpmg Audit.
Le ipotesi della Procura
Secondo l’ipotesi accusatoria, prima della fusione del 31 luglio 2024, la lussemburghese Amazon Services Europe Sarl avrebbe operato di fatto in Italia attraverso personale formalmente inquadrato in Amazon Italia Services Srl, ma impegnato nel business del marketplace.
Un passaggio chiave riguarda 159 dipendenti: fino al 31 luglio 2024 risultavano alle dipendenze della società italiana, dal giorno successivo sono transitati sotto la stabile organizzazione italiana della Amazon Eu Sarl, mantenendo le stesse mansioni e lo stesso ufficio.
Come riportato oggi sul quotidiano la Repubblica, l’indagine rappresenta il “terzo filone” aperto dai pm milanesi. Un memorandum interno acquisito agli atti avrebbe inoltre stimato tra il 40% e il 60% il rischio di configurazione di stabili organizzazioni nei Paesi diversi dal Lussemburgo, Italia inclusa.
I precedenti sull’Iva e il fronte penale
Il nuovo capitolo si inserisce in un quadro già articolato. È ancora aperto il procedimento per presunta violazione della normativa Iva su merci extra Ue, in cui si ipotizza un mancato versamento di 1,2 miliardi di euro.
Come ricostruito dal quotidiano Il Sole 24 Ore, su un’altra contestazione Iva l’Agenzia delle Entrate aveva raggiunto un accordo con il Gruppo riducendo una richiesta iniziale di 3 miliardi a 515 milioni, sulla base di una forfettizzazione convenzionale dei tempi di permanenza dei beni nei poli logistici italiani: un accordo che non ha chiuso il fronte penale, rimasto aperto in Procura.
La replica di Amazon
Amazon ha responto le accuse, sottolineando di pagare “tutte le tasse dovute in Italia”, indicando in 1,7 miliardi di euro l’importo versato nel 2024. Il Gruppo ha ricordato, inoltre, di aver presentato il 18 marzo 2025 un’istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata all’Agenzia delle Entrate, dichiarata ammissibile il 15 maggio 2025, e sottolinea che il procedimento è ancora in corso. Da qui la critica a iniziative giudiziarie ritenute “aggressive e sproporzionate”.
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