La Procura di Milano ha avviato accertamenti su Amazon nell’ambito di un’indagine legata alla gestione dell’Iva su prodotti importati e commercializzati in Italia da venditori terzi tramite la piattaforma online. L’inchiesta si concentra in particolare su articoli provenienti dalla Cina, distribuiti tramite il marketplace della multinazionale americana e movimentati attraverso la sua rete logistica.
Nel corso delle verifiche, la Guardia di Finanza di Monza ha eseguito un sequestro di circa 5.000 prodotti presso il centro logistico di Cividate al Piano, in provincia di Bergamo, e ha acquisito documentazione negli uffici milanesi di Amazon. Le autorità, come evidenziato dai principali quotidiani di oggi, stanno valutando l’ipotesi di omessa dichiarazione doganale, reato che rientra tra le fattispecie di contrabbando secondo il codice doganale dell’Unione europea.
Sotto osservazione le modalità di importazione
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, i beni venduti da operatori esterni – spesso con sede in Paesi extra Ue – sarebbero stati stoccati in Europa prima dell’acquisto, sulla base di un sistema predittivo utilizzato da Amazon per accelerare le consegne. Questo meccanismo, però, potrebbe aver consentito l’ingresso dei prodotti in Italia senza che venisse versata l’Iva dovuta, pari al 22%.
Le autorità stanno inoltre verificando la completezza delle informazioni fiscali trasmesse all’Agenzia delle Entrate, in particolare per quanto riguarda l’identificazione dei venditori stranieri, soggetti al pagamento dell’imposta nel nostro Paese.
Dialogo aperto con il Fisco italiano
L’indagine si collega a un contenzioso già in corso tra Amazon e l’Amministrazione finanziaria, che ha contestato alla società una potenziale evasione Iva da 1,2 miliardi di euro nel triennio 2019-2021. Una cifra che, tenendo conto di sanzioni e interessi, potrebbe arrivare fino a 3 miliardi. Amazon ha ricevuto una proposta di definizione anticipata del procedimento con un versamento pari a 600 milioni di euro, attualmente in fase di valutazione.
Fonti vicine all’azienda hanno riferito che Amazon collabora con le autorità competenti e ribadisce il proprio impegno nel rispettare tutte le normative vigenti, sia sul piano fiscale che su quello doganale.
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