Allarme Ue sui chip, la produzione delle auto elettriche è in pericolo

Allarme Ue sui chip, la produzione delle auto elettriche è in pericolo© Shutterstock

Si sta puntando tutto sulle nuove tecnologie e le auto elettriche, ma l’Unione europea lancia l’allarme sui chip: c’è carenza di componenti e la catena di montaggio dell’industria dell’automotive è in pericolo. A dirlo è stata l’Acea, l’associazione dei costruttori europei, secondo cui “le scorte di riserva dei chip stanno finendo” e la produzione è “a rischio immediato”.

Il problema è sorto dopo lo scontro commerciale esploso in seguito alla decisione olandese di porre sotto controllo il produttore cinese di chip Nexperia. La risposta di Pechino è stata quella di vietare le riesportazioni verso l’Europa.

Nexperia e l’allarme europeo sui chip

Nvidia sta vivendo uno dei suoi periodi di massimo splendore, proprio perché ha capito quanto potenziale oggi offra il mercato per i produttori di chip. Tuttavia l’Europa lancia l’allarme sui chip perché rischiano di scarseggiare dei componenti indispensabili per la produzione di automobili.

L’Olanda ha deciso di riprendersi il controllo di Nexperia, che produce lastrine di semiconduttori poi spedite in Cina per il confezionamento e alcuni test prima di essere rimandati in Europa. Pechino ha reagito all’azione immediatamente, vietando le ri-esportazioni verso l’Ue della stragrande maggioranza dei prodotti finiti di Nexperia.

Gli effetti sull’automotive europeo

L’impatto della ritorsione della Cina sulla produzione europea è notevole. Basti pensare che, in media, ci sono 500 chip Nexperia in un’auto tradizionale, se si guarda ai numeri della produzione Ue. I chip salgono poi a 1000 se si tratta di un’auto elettrica.

La direttrice generale dell’Acea, Sigrid de Vries, il 29 ottobre ha fatto sapere quanto sia “urgente trovare una via diplomatica d’uscita”. L’industria automobilistica europea, ha ricordato, “non può permettersi mesi di blocco prima che vengano attivate fonti alternative di approvvigionamento”.

Nel frattempo, la Commissione europea sta cercando di mediare dialogando con le autorità olandesi e con quelle cinesi, nel tentativo di trovare una soluzione. “Il commissario Sefcovic è in costante contatto con entrambe le parti – ha spiegato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Olof Gill – Il problema è serio e l’obiettivo è una soluzione rapida”.

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