La Commissione europea (Ue) ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per violazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act (Dsa). Al centro del provvedimento c’è la gestione dei rischi legati alla vendita online di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma del gruppo Alibaba.
Bruxelles contesta ad AliExpress di non aver valutato e mitigato in modo adeguato i rischi connessi alla circolazione di merci fuori legge. Nel mirino finiscono, tra gli altri, abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e prodotti che avrebbero continuato a essere promossi anche attraverso raccomandazioni e annunci pubblicitari.
AliExpress, la stretta Ue sui prodotti illegali
Secondo quanto stabilito dalla Commissione Ue, la piattaforma avrebbe sopravvalutato l’efficacia dei propri sistemi di controllo e rimozione, impiegando risorse considerate insufficienti rispetto alla quantità di merci da verificare. La Commissione ritiene inoltre che mancassero metriche adeguate per misurare davvero la capacità di prevenire la ricomparsa di prodotti illegali in forme simili.
La sanzione è indicata come la più alta finora nell’ambito del Dsa, anche se resta sotto il tetto massimo previsto dalla normativa, pari al 6% dei ricavi. AliExpress ha definito la multa “sproporzionata” e ha rivendicato gli investimenti fatti nella valutazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori.
Digital Services Act, cos’è e come cambia il mercato digitale
La società avrà tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare un piano d’azione con le misure correttive. Il dossier sarà poi valutato a livello europeo, con la possibilità di ulteriori conseguenze in caso di mancato rispetto degli impegni. Il caso si inserisce nella stretta di Bruxelles sui grandi marketplace online. Il messaggio è netto: prezzi bassi e volumi elevati non possono andare a scapito della sicurezza dei consumatori né trasformare le piattaforme in canali di vendita per prodotti contraffatti o pericolosi.
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