In Europa cresce l’urgenza di sviluppare un’intelligenza artificiale sovrana, capace di garantire controllo sui dati, conformità normativa e indipendenza tecnologica. Secondo una nuova ricerca condotta da Accenture su quasi duemila organizzazioni in 28 Paesi, il 60% delle aziende europee prevede di aumentare gli investimenti in AI sovrana nei prossimi due anni.
A guidare questa transizione ci sono Germania (73%), Italia (71%) e Svizzera (64%), seguite da Spagna (63%). L’Italia si conferma dunque tra i Paesi più attivi, con un livello di propensione agli investimenti superiore a quello di Francia e altri grandi mercati.
Europa in prima linea sugli investimenti in AI sovrana
L’interesse per soluzioni sovrane riguarda soprattutto i settori più regolamentati, come quello bancario (76%), pubblico (69%) ed energetico (70%). In generale, il 62% delle organizzazioni europee è alla ricerca di strumenti che garantiscano una maggiore sovranità digitale, spinta anche dall’attuale contesto geopolitico.
Tuttavia, solo il 36% dei progetti attualmente in corso necessita di un approccio completamente sovrano. La maggior parte delle imprese punta a un modello ibrido, bilanciando controllo locale e accesso all’innovazione globale. Il 65% delle organizzazioni europee riconosce infatti di non poter restare competitivo senza il contributo di fornitori internazionali, mentre il 57% valuta l’utilizzo di soluzioni sovrane offerte anche da operatori extraeuropei.
Un ruolo chiave per istituzioni e pmi
La sovranità digitale non è ancora pienamente percepita come un’opportunità di business: solo il 19% delle imprese considera l’AI sovrana un vantaggio competitivo. E appena il 16% ha coinvolto Ceo o consigli di amministrazione su questo tema. Eppure, il 73% degli intervistati chiede un impegno attivo da parte delle istituzioni europee, e il 70% ritiene fondamentale agevolare anche l’accesso delle Pmi a queste soluzioni.
© Riproduzione riservataValorizzare il valore: intervista a Teodoro Lio di Accenture

© iStockPhoto





