AI, Sas avverte: il 2026 sarà l’anno della verità

Declino dei data center, tagli ai progetti inconsistenti e ascesa degli agenti AI: la visione della multinazionale Usa di un’intelligenza artificiale più responsabile

AI, Sas avverte: il 2026 sarà l’anno della verità© Shutterstock

Alla fine del 2025, l’entusiasmo che circonda l’intelligenza artificiale si scontra con dubbi crescenti. Alle conquiste tecnologiche si affiancano timori su una possibile bolla dell’AI, l’impatto ambientale dei data center e il fallimento di molti progetti basati sulla generative AI. Secondo gli esperti di Sas, società leader negli analytics, il 2026 rappresenterà un punto di svolta: l’anno in cui il settore dell’intelligenza artificiale dovrà dimostrare la propria solidità economica, etica e operativa.

I thought leader dell’azienda lanciano un messaggio chiaro: serve responsabilità da parte di fornitori e utilizzatori, a partire da una gestione solida dei dati e da un’AI affidabile, capace di produrre valore concreto per persone e imprese.

Il futuro non è nei mega data center

Secondo Jared Peterson, Senior Vice President, Platform Engineering della multinazionale americana, gli investimenti massicci nei data center mostreranno presto i loro limiti: “I grandi investimenti nella costruzione di data center si riveleranno poco sostenibili: i costi supereranno i ricavi. Le aziende tecnologiche cercheranno alternative, mentre gli economisti diranno ‘ve l’avevamo detto’”.

Roie governance

Manisha Khanna, Senior Product Manager per AI & Generative AI, prevede una “rivoluzione nella spesa per l’AI”. Dopo anni di spese ingenti per progetti senza ritorni tangibili, i Chief Financial Officer chiederanno prove concrete di valore. “Dopo miliardi sprecati in applicazioni basate su ChatGpt e progetti inconsistenti, i Cfo stanno chiedendo un vero ritorno sull’investimento. Le aziende che non sapranno dimostrare risparmi, crescita dei ricavi o aumenti di produttività in 6-12 mesi vedranno i loro progetti sospesi o i fornitori sostituiti”.

Una visione condivisa anche da Stu Bradley, Senior Vice President Fraud & Security Intelligence, che parla del 2026 come “l’inizio della resa dei conti del mercato dell’intelligenza artificiale”. L’entusiasmo iniziale sarà filtrato da governance e Roi, con una selezione naturale a favore di tecnologie responsabili, spiegabili e in grado di produrre risultati misurabili.

Nuovi ruoli e leadership nell’era degli agenti AI

Per Jay Upchurch, Cio di Sas, il ruolo del Chief Information Officer si trasformerà in Chief Integration Officer, con il compito di orchestrare l’ecosistema di agenti AI e garantirne una governance efficace: “Governance dell’AI, integrazione e leadership trasversale definiranno il nuovo paradigma dell’IT in un mondo guidato dagli agenti”.

Bryan Harris, Chief Technology Officer, sottolinea invece la necessità di scegliere tra sostituire le persone o potenziarle: “Nel 2026 i leader si troveranno davanti a una scelta: usare l’AI per eliminare posti di lavoro o per potenziare le persone e creare vantaggio competitivo.”

Agenti AI come colleghi

Il 2026 vedrà le aziende trasformarsi in ecosistemi ibridi uomo-macchina, secondo Udo Sglavo, Vice President Applied AI and Modeling R&D: “Le organizzazioni dovranno imparare a operare in team ibridi persone-macchina, in cui gli agenti agiranno come collaboratori di fiducia.”

Una prospettiva rafforzata da Jennifer Chase, Cmo di Sas: “Entro il 2026, l’AI agentica passerà dai progetti pilota al cuore operativo delle imprese. Chi investirà in infrastrutture, governance e competenze adeguate faciliterà processi decisionali più avanzati ed esperienze fluide; chi non lo farà resterà indietro”.

Jenn Mann, Chief Human Resources Officer, prevede invece che anche l’Hr sarà coinvolto in questa rivoluzione: “Nel 2026, i responsabili delle risorse umane non gestiranno più solo persone, ma anche agenti di AI”.

I pilastri dell’AI del futuro

Luis Flynn, Market Strategist di Sas, lancia l’allarme: “Come la vulnerabilità log4J scosse il mondo open source, nel 2026 le aziende che non hanno adottato l’AI in modo responsabile saranno chiamate a rendere conto”.

Per Reggie Townsend, Vice President della Data Ethics Practice, nei prossimi mesi il dibattito sull’AI “non sarà più ‘innovazione contro fiducia’. Mentre la regolamentazione pubblica resta disomogenea, la governance aziendale diventerà il pilastro per un’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale. Le organizzazioni di successo non saranno le prime a implementare l’AI, ma quelle che riconosceranno che la governance non limita l’innovazione, ma anzi, la rende possibile.”

Nuovi standard architetturali

Marinela Profi, Global Agentic AI Strategy Lead, sottolinea la spinta delle aziende verso configurazioni Bring your own model e sovereign AI, dove controllo e compliance sono pienamente in mano all’organizzazione: “Il cloud resterà, ma il controllo cambierà mano.”

Le nuove frontiere tecnologiche

Secondo Amy Stout, Head of Quantum Product Strategy, il 2026 segnerà l’inizio della corsa al valore concreto del quantum computing, con l’obiettivo di generare valore entro il 2030.

Infine, Alyssa Farrell, Senior Director Platform and Horizontal Solutions, individua nei dati sintetici la nuova arma strategica: “Nel 2026 assisteremo a una corsa agli armamenti dei dati.”

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata