L’intelligenza artificiale è sempre più presente nelle strategie delle imprese italiane. È quanto emerge dalla survey Utilizzo e vissuto dell’AI, realizzata da AstraRicerche per Manageritalia e Wobi e presentata a Milano durante l’evento Wobi On AI & Business Transformation, dedicato alle opportunità e alle sfide dell’AI nel mondo del business.
La ricerca, condotta su un campione di 678 manager italiani, evidenzia come queste tecnologie siano ormai entrate stabilmente nelle organizzazioni. Oggi il 68,7% delle aziende utilizza l’AI in modo moderato o intenso, mentre soltanto il 7,2% dichiara di non farne alcun uso. Anche tra i dirigenti l’adozione è diffusa: il 72,5% afferma di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale con un’intensità almeno moderata.
Se l’adozione è già significativa, le prospettive indicano una crescita ulteriore. Il 83,2% delle aziende prevede infatti di aumentare gli investimenti in intelligenza artificiale entro i prossimi due anni, mentre oltre la metà dei manager si dice certa che la propria organizzazione destinerà nuove risorse economiche e organizzative allo sviluppo di queste tecnologie.
Parallelamente, cresce anche il livello di strutturazione interna: circa la metà delle imprese che già utilizzano l’AI ha definito una policy dedicata, segnale di un approccio sempre più consolidato e consapevole.
Dove viene utilizzata l’intelligenza artificiale
Tra gli ambiti di applicazione più diffusi figurano la traduzione e localizzazione di contenuti e documenti (82,4%), l’analisi dei dati, l’ottimizzazione delle attività di marketing e comunicazione e la gestione documentale interna. Nei prossimi anni, invece, le maggiori prospettive di crescita riguarderanno l’automazione dei processi amministrativi e contabili, la formazione dei dipendenti e i servizi digitali destinati alla clientela.
Secondo i manager coinvolti nell’indagine, i principali vantaggi dell’AI riguardano il miglioramento dell’efficienza operativa, la semplificazione dei processi, l’aumento della produttività e la possibilità di sviluppare nuovi prodotti e servizi. Il 91% degli intervistati riconosce un impatto positivo sull’efficienza aziendale, mentre circa due manager su tre ne sottolineano il contributo all’innovazione e ai risultati economici.
Formazione e competenze restano la sfida principale
Accanto alle opportunità emergono però anche alcune criticità. Le principali preoccupazioni riguardano la tutela dei dati sensibili, il rischio di dipendenza cognitiva dalle tecnologie e il possibile impatto su occupazione e competenze professionali.
Proprio sul fronte della preparazione organizzativa emergono margini di miglioramento: solo il 43,5% dei manager ritiene che la propria azienda sia oggi sufficientemente pronta ad affrontare l’evoluzione guidata dall’Intelligenza Artificiale. Per il 68% degli intervistati, la priorità assoluta è la formazione dei lavoratori, considerata essenziale per cogliere le opportunità offerte dall’AI e gestirne gli effetti.
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